I rivali del Panettone: quali sono i dolci di Natale lombardi, provincia per provincia

Dalle montagne alla pianura, passando per la zona dei laghi: a ciascuno la sua prelibatezza per chiudere in bellezza il pranzo delle feste

La Bisciola (Sondrio), la Miascia (Como) e il Bossolà (Brescia)

La Bisciola (Sondrio), la Miascia (Como) e il Bossolà (Brescia)

Milano, 9 dicembre 2023 – Il panettone non può mancare sulla tavola di Natale, ma in Lombardia sono numerosi i dolci che fanno compagnia al “re della pasticceria” delle feste. Quasi ogni provincia può vantare un’eccellenza tipica del periodo: diamo un’occhiata a queste prelibatezze.

Cremona

Nella città della bassa la scelta cade obbligatoriamente sul torrone, prodotto a cui è dedicata anche una popolare kermesse invernale. La sua origine avrebbe a che fare con un matrimonio nobiliare: quello fra Bianca, figlia del duca Filippo Maria Visconti, e Francesco Sforza. Il torrone sarebbe stato il dono di nozze da parte della città di Cremona. 

Crema

Pochi chilometri più in là, a Crema, c’è la spongarda, dolce speziato preparato con frutta secca, miele, nocciole, cedro candito e uva sultanina.

Monza

Risale a fine dell’800 il monzese Pantramvai, inventato in occasione dell’inaugurazione del tram che collegava la città della corona ferrea a Milano. Si acquistava con gli spiccioli ricevuti come resto del biglietto. È fatto con farina di frumento, impastata con lo zibibbo.

Sondrio

Pasticceri e massaie valtellinesi hanno fatto della preparazione della Bisciola una vera arte: ingrediente base è il grano saraceno, prodotto tipico di molte ricette della provincia montana lombarda. La sua origine si fa risalire alla presenza di Napoleone in valle, nel periodo dell’invasione francese del Nord Italia.

Il condottiero corso avrebbe chiesto al cuoco di campo di realizzare un dolce con gli ingredienti a disposizione in Valtellina: grano saraceno, frutta secca, castagne, fichi e uvetta.

Como

Scendiamo verso il Lario: a Como troviamo la Miascia, una torta di latte preparata con pane raffermo, farina bianca e gialla, frutta candita e secca. C’è anche una variante che al posto del pane raffermo impiega un mix di farina bianca e farina gialla. Sul lago, a Bellagio, si consuma il Pan Mataloch: l’impasto è simile al panettone, il profumo di anice è dovuto alla presenza dei semi di finocchio.

Brescia

La città della Leonessa punta sulla golosità: a Natale viene servita il Bossolà (o Bissolà), una ciambella fatta in casa. Inizialmente si utilizzava una pasta simile alla frolla, ora il Bossola si è raffinato, trasformandosi in un dolce a cinque impasti, realizzato con uova, farina e burro pregiato, ottenuto con panna da centrifuga.

Il nome deriverebbe da bés ‘mbesolàt, termine celtico che significa “serpente attorcigliato”. Il bossolà è una specialità anche del celebre pasticcere Iginio Massari.

Bergamo

Difficile individuare un dolce tipico natalizio a Bergamo: sulle tavole, però, compare spesso la torta Donizetti, dedicata al noto compositore bergamasco. Si tratta di una ciambella molto soffice, arricchita da ananas e albicocche candite. Va servita con una salsa a base di maraschino e vaniglia.

Lodi

E Lodi? Non lascia. Anzi, raddoppia. Da una parte c’è la Tortionata, una torta di mandorle, burro, farina e zucchero che – è vero – si produce tutto l’anno, ma a Natale ha uno dei suoi massimi periodi di splendore, grazie alle sue morbidezza e friabilità. Dall’altra c'è la crema di Lodi, fatta con mascarpone, zucchero e, se amate un twist in più, liquore, ottima da accompagnare al panettone.

Pavia

Se alcune carte rinvenute nell’archivio dell’Almo Collegio Borromeo assegnerebbero la paternità del panettone a Pavia e non a Milano, va detto che oggi il tipico dolce natalizio della zona è la Torta Paradiso, detta anche Turta Vigon (da Vigoni, il nome del pasticcere che conserva la ricetta originale). Burro, uova, farina, fecola e zucchero: questi gli ingredienti di un classico che non passa mai di moda.

Mantova

Qual è il legame fra Mantova e la Germania? Facile, il dolce tipico di Natale. Nella provincia più a sud della Lombardia, infatti, è d’abitudine chiudere il pranzo sotto l’albero con l’Anello di Monaco, parente del Kugelhupf tedesco. L’impasto è simile a quello del panettone, ma con un buco in mezzo e un glassatura di zucchero. 

Varese

Varese, forse per la sua prossimità con Milano, non ha un dolce tipico natalizio, anche se di recente ha fatto la sua comparsa, in provincia, il Pan da Saròn, antenato del panettone di 200 anni fa. I varesini si possono rifare all’Epifania, quando in tavola, a fine pasto, arrivano i tipici Cammelli di pasta sfoglia, omaggio ai Re Magi che proprio in groppa agli animali con le gobbe arrivarono il 6 gennaio a rendere omaggio a Gesù Bambino.