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19 apr 2018

Calcio malato, sogni di gloria a 90 euro

Ragazzi a Milano da tutta Italia per provini di tre giorni. Tra ansie e agenti in agguato

giulio mola
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Un provino per giovani calciatori a Milano

Milano, 19 aprile 2018 - Appuntamento alle 14, nel centro sportivo di una delle scuole calcio d’elìte di Milano, alla periferia della città. La “tre giorni” di provini per giovani promesse è arrivata al momento più atteso: quello del giudizio finale dopo sessioni individuali (esercizi con la palla, corsa, tiri in porta) e collettive (partitelle a tema) per una cinquantina di ragazzi nati fra il 2000 e il 2006 (pare che in campo ci sia anche qualche ’97 e ’98, i più grandicelli sono del Gambia o del Senegal).

Il primo caldo si sente: 25 gradi, il sole che picchia (il giorno prima un ragazzo ha accusato un malore), le mamme che cercano un posto all’ombra con una bottiglietta d’acqua fra le mani, i papà che fumano nervosamente. I ragazzi arrivano alla spicciolata, i genitori più loquaci vengono avvicinati dai procuratori che si aggirano “armati” di tablet. Non c’è Mino Raiola, ma giovanotti in abbigliamento casual che fanno gavetta in studi di consulenza sportiva. Hanno fra i 25 e i 30 anni, sognano di fare i procuratori in proprio ma per adesso devono appoggiarsi a chi ha più esperienza. Un paio sono di Milano, uno arriva da Montecarlo. Hanno modi gentili, soprattutto ascoltano. «Guardi bene mio figlio - dice un papà napoletano -. Ha talento, ma ha bisogno di un procuratore». «Va bene, lo osserveremo, faremo anche un filmato», risponde con tono rassicurante il giovane manager. Con aspiranti agenti I ci sono pure osservatori di società locali. Si mischiano fra i genitori per non farsi riconoscere. «Ci sono grandi club che vorrebbero essere qui con i loro talent scout - spiega uno degli organizzatori -, dall’Atalanta al Milan, dalla Juve al Parma, e poi Como e Lecco. Noi chiudiamo le porte e non li facciamo entrare, assalirebbero i genitori». In realtà è la società organizzatrice che vede, valuta ed eventualmente segnala i più meritevoli. Un altro signore dispensa consigli ad altri genitori: «Oggi funziona così: chiamate qualcuno che sappia fare delle riprese, dategli 30 euro e poi quel video lo fate girare sui siti specializzati». Insomma, meglio mettersi al passo con i tempi. E infatti anche questa sessione di provini, a Milano, viene organizzata da una società che si è fatta conoscere in rete e sui social. Tutto molto semplice: l’iscrizione è gratuita e include, fra l’altro, video partite e la possibilità di essere visionati dallo staff della società. Con una postilla: «I calciatori selezionati avranno la possibilità di svolgere un provino presso squadre di A, B e Lega Pro». In realtà sui 3.500 iscritti pochissimi raggiungono l’obiettivo, ma l’importante è crederci.

Arrivano da tutta Italia i piccoli sognatori, anche dalle lontane Calabria e Campania. Viaggio, vitto e alloggio sono a carico delle famiglie, poi si deve pagare un “piccolo” contributo agli organizzatori: 90 euro. «Ma è così dappertutto, nessuno fa fare provini gratis», ci dice un papà che è già stato a Rimini lo scorso autunno ed è pronto a presentarsi in Puglia per le prossime selezioni. Già, perché pur di accontentare un figlio si è disposti a far di tutto. Anche migliaia di chilometri e sborsare 90 euro a presenza. E quando ti viene detto «ti guarderanno 10 diversi osservatori che potranno presentarti alle squadre più importanti d’Italia. Hai mai sognato di giocare in Serie A? questo può essere l’inizio del tuo viaggio» è evidente che le famiglie si aggrappino a quel viaggio della speranza per il figlio fenomeno. Fino al prossimo provino.

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