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21 apr 2022

Covid, bollettino Lombardia 21 aprile 2022: 9.678 nuovi contagi e 30 decessi

E' la regione con il più alto numero di nuovi casi di Coronavirus. Milano in testa, seguita da Brescia, Varese e Monza

Milano, 21 aprile 2022 - La pandemia non è conclusa, anche se siamo usciti stato di emergenza e siamo in una fase diversa da quella del passato il virus non è scomparso. "Ancora oggi il numero dei contagi è significativo, ci sono 1,2 mln di italiani con il Covid e ancora ci sono delle vittime", ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza. "Dunque - ha aggiunto - non bisogna abbassare la guardia, bisogna avere prudenza e insistere con la campagna di vaccinazione. In altri Paesi come l'Asia con meno vaccini o con vaccini diversi, milioni di persone sono in lockdown". Secondo i dati del ministero della Salute, nelle ultime 24 ore, in Italia, sono 75.020 i nuovi casi Covid, ieri erano quasi 100mila. Le vittime sono invece 166, in calo rispetto alle 205 registrate il giorno prima. I casi sono sparsi in tutte le regioni: in testa la Lombardia con 9.678 contagi, seguita da Campania (+8.714), Lazio (+8.202), Veneto (+7.423) ed Emilia Romagna (+5.930). 

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Covid, bollettino Italia e Lombardia del 21 aprile 2022
Covid, bollettino Italia e Lombardia del 21 aprile 2022

 

Contagi e decessi in Lombardia

A fronte di 69.409 tamponi effettuati, sono 9.678 i nuovi positivi (13,9%) registrati oggi in Lombardia. Ieri, mercoledì 20 aprile, ne erano risultati 14.065 su 99.023 tamponi effettuati. I casi sono dunque diminuiti. Nelle ultime 24 ore sono inoltre stati segnalati altri 30 decessi (ieri erano 24) per un totale che da inizio pandemia in Lombardia è arrivato a 39.712 vittime.

I ricoveri negli ospedali lombardi

Per quanto riguarda la situazione degli ospedali, sono aumentati ancora i ricoveri. In terapia intensiva si arriva a 39 (+1), mentre in area medica a 1.196 (+27). 

I contagi nelle province lombarde

La provincia più colpita è Milano: 3.102 nuovi casi Covid di cui 1.290 nella città capoluogo. Seguono Brescia con 1.067; Varese con 938; Monza e Brianza con 876. Poi, Bergamo con 734; Como con 671; Pavia con 537; Mantova con 438 e Lecco con 428. Infine Cremona con 289; Sondrio con 154 e Lodi con 144. 

Covid, i contagi in Lombardia
Covid, i contagi in Lombardia

Bollettino Covid in Italia

Sono 75.020 i nuovi casi di Covid, in Italia, nelle ultime 24 ore, contro i 99.848 di ieri e, soprattutto, i 64.951 di giovedì scorso. I tamponi processati sono 446.180 (ieri 610.600) con un tasso di positivita' che sale dal 16,4% al 16,8%. I decessi sono 166 (ieri 205): le vittime totali dall'inizio dell'epidemia salgono così a 162.264. In aumento i ricoveri: le terapie intensive sono 2 in piu' in meno (ieri -9), con 40 ingressi del giorno, e salgono a 415 totali, mentre i ricoveri ordinari sono 24 in piu' (ieri -7), 10.231 in tutto. I dimessi e i guariti sono 14.549.360, con un incremento di 59.916 rispetto a ieri. Sono 1.222.813 le persone attualmente positive al Covid, 15.913 in più nelle ultime 24 ore. In totale sono 15.934.437 gli italiani contagiati dall'inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 162.264.  La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (9678), poi Campania (8714), Lazio (8202), Veneto (7423) e Emilia-Romagna (5930). Tutti questi dati emergono dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. 

Lombardia, un medico su 5 rischia il burn out

Non solo il 71,6% dei medici lombardi sospetta di aver sofferto di burn out , e il 59,5% teme di soffrirne in futuro, ma il 18,5%, cioè poco meno di uno su cinque, manifesta proprio sintomi clinicamente riconducibili a questa sindrome che si concretizza in una risposta allo stress lavorativo caratterizzata da esaurimento emotivo, "depersonalizzazione" cioè cinismo, inefficacia professionale. E che colpisce soprattutto chi svolge professioni "a elevata implicazione relazionale". A voler indagare questo fenomeno "sottostimato sia dai colleghi che dalle aziende sanitarie" è stata l’Anaao-Assomed Lombardia, sindacato che rappresenta soprattutto medici che lavorano in ospedali pubblici, e “in tempi non sospetti“, cioè prima della pandemia: "L’idea è nata nel 2019, col Covid ci siamo fermati e abbiamo ripreso lo scorso autunno", spiega Stefano Magnone, il segretario regionale.

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