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21 apr 2022

Covid, quasi 100mila casi. Mascherine al chiuso: troppo presto per toglierle? Cosa sapere

In Italia quasi 1,2 milioni di persone attualmente positive e 99.848 contagi in 24 ore. Resta il rebus dei dispositivi di protezione: via dall'1 maggio? 

Milano - "La pandemia non è conclusa: siamo usciti dallo stato di emergenza e siamo in una fase diversa da quella del passato, ma il virus non è scomparso, oggi ci sono 1,2 mln di italiani con il Covid e ancora ci sono delle vittime. Dunque non bisogna abbassare la guardia, bisogna avere prudenza e insistere con la campagna di vaccinazione. La mia sarà la voce, sia pure controcorrente, di chi continua a chiedere cautela". Questa la presa di posizione del ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo alla Conferenza nazionale sulla questione medica, organizzata dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). 

Speranza: casi sono ancora significativi

"Il numero dei contagi è ancora significativo - ha ribadito Speranza -. Ci sono persone che sono a casa perché in isolamento. Oltre un milione di persone nel nostro Paese, un milione e 200mila, hanno il covid. Alcuni - molto meno di prima grazie ai vaccini - finiscono ancora in ospedale, sono nelle nostre terapie intensive e purtroppo persone ancora perdono la vita", ha detto il ministro. "Penso che insieme a voi medici dobbiamo continuare a dire con forza che non bisogna abbassare la guardia, che bisogna avere cautela e bisogna avere prudenza, che bisogna insistere con la campagna di vaccinazione che è stata l'arma fondamentale. Guardate cosa avviene in queste ore in altri paesi del mondo mi riferisco in modo particolare ad alcuni importanti paesi dell'Asia dove con meno vaccini o con vaccini diversi anche dinanzi a questa variante stanno pagando un prezzo terrificante con milioni di persone in lockdown. Noi siamo in un'altra fase in un altro tempo di lotta al covid ma ancora la voce del ministro della Salute sarà la voce, e anche se in alcuni momenti mi sembra essere controcorrente, di chi chiede ancora attenzione e cautela e so di avere a fianco a me anche il sentimento diffuso nel mondo medico e del personale sanitario che sanno fino in fondo di cosa si parla". 

Gimbe: avventato stop a mascherine al chiuso

"A una decina di giorni dal primo maggio, data in cui dovrebbe decadere l'obbligo delle mascherine al chiuso, tutte le curve (nuovi casi, ricoveri, terapie intensive, decessi) si mantengono in una fase di plateau con lieve tendenza alla flessione. Tuttavia, la circolazione del virus rimane ancora molto elevata: il numero di positivi, verosimilmente sottostimato, supera quota 1,2 milioni, i nuovi casi giornalieri si mantengono oltre 50 mila e il tasso di positività dei tamponi supera il 15%. Di conseguenza, abolire l'obbligo di mascherina nei locali al chiuso è una decisione molto avventata" ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, commentando l'ultimo report Gimbe.  Secondo Cartabellotta sono tre ragioni per non togliere l'obbligo dei dispositivi: "Innanzitutto, nei locali affollati e/o scarsamente aerati la probabilità di contagio è molto elevata; in secondo luogo, la vaccinazione offre una protezione parziale dal contagio; infine, ci sono milioni di persone suscettibili, non vaccinate o senza booster - avverte - Utile ribadire che la protezione individuale è massimizzata con la mascherina Ffp2 e non con quella chirurgica, poco efficace nei confronti di Omicron". 

I dati: sfiorati i 100mila contagi

Ieri infatti erano 99.848 i nuovi casi di positività al Covid-19 e 205 i decessi (ieri 127) registrati in Italia.  Dall'inizio dell'epidemia 15.858.442 le persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2, mentre da febbraio 2020 il numero totale delle vittime è pari a 162.098. In tutto 14.489.444 le persone guarite o dimesse, mentre quelle attualmente positive hanno raggiunto quota 1.206.900, pari a -1.379 rispetto a martedì. Compresi quelli molecolari e gli antigenici, i tamponi totali processati sono stati 610.600. Il tasso di positività, martedì al 15,6%, mercoledì è salito al 16,3%. Sul fronte del sistema sanitario, i pazienti ricoverati in terapia intensiva era di 413, ovvero 9 in meno nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 44. 10.207, ovvero 7 in meno rispetto a martedì, i pazienti ricoverati nei reparti ordinari. La regione con il maggior numero di nuovi casi è stata la Lombardia (14.065), poi Campania (12.275), Lazio (10.681), Veneto (9.754) e Puglia (8.887).

Il monito di Pregliasco

"Non sono sorpreso dal boom di contagi registrato oggi, vengono al pettine i nodi del weekend. Dobbiamo stringere i denti". Questa la riflessione del virologo Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano, in merito al dato dei contagi registrati oggi dal bollettino nazionale: 99.848 con 205 decessi. Numeri mai così alti da inizio febbraio con un tasso di positività che sale al 16,4%. Siamo di fronte ad un picco per le feste di Pasqua? "E' ancora presto per dirlo, siamo a ridosso delle feste e ci vogliono una decina di giorni per avere la certezza", ha detto ad Adnkronos Salute. Secondo Pregliasco dietro questi numeri "c'è l'alta diffusività di Omicron 2 e le maggiori libertà che stiamo vivendo". 

Sileri: spero presto via mascherine al chiuso

Per il sottosegretario della Salute Pierpaolo Sileri "il virus non ha il calendario sotto mano, circola in maniera più o meno prepotente in varie parti del mondo. Non andrei a vedere i dati della giornata di ieri che sono inficiati dalle giornate del weekend pasquale. Sicuramente il virus circola, però siamo vaccinati e sta arrivando il caldo, stiamo sempre più all'aperto e allora è auspicabile che le mascherine possano essere rimosse" ha detto in un intervento ai microfoni della trasmissione "L'Italia s'è desta" condotta su Radio Cusano Campus. "Io auspico che possano essere rimosse ovunque, ma con alcuni mesi di osservazione in alcuni ambienti chiusi come mezzi di trasporto, teatri, cinema, e se i numeri scenderanno toglierei la mascherina ovunque, essendo però consapevole che la mascherina possa essere reintrodotta in casi particolari ove ci fosse necessità. Abbandoniamo la mascherina quanto prima ma con giudizio. Il giudice altro non è che un'analisi controllata, adeguata e puntuale dei dati", ha concluso Sileri.

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