Milano, 25 novembre 2020 - Tra pochi giorni, il 27 novembre, la Lombardia potrebbe entrare in zona arancione. La richiesta di passaggio dalla zona rossa (quella a più alta criticità) a quella arancione è resa possibile dal sostanziale miglioramento dell'emergenza Covid-19 nella regione, duramente colpita anche dalla seconda ondata. Per il primario del Sacco Massimo Galli: "Si sta iniziando a percepire un'inversione di tendenza".  Oggi in  Lombardia si sono registrati 5.173 casi di coronavirus e 155 morti. Dall'inizio dell'epidemia i decessi sono stati 21.005. I tamponi effettuati sono stati 42.063, in totale 3.904.809. Ieri, a fronte di 31.033 tamponi, c'erano stati 4.886 nuovi contagi e 186 morti. Scende al 12,2% il rapporto casi-tamponi. Scendono, e in maniera cospicua, anche i ricoveri ordinari: se ne contano 246 in meno, mentre sono 10 in più i ricoveri intensivi, saliti a 942. Vero e proprio record di guariti (oggi se ne contano più di 15.000). "Il trend positivo si rafforza - ha commentato il governatore lombardo Attilio Fontana -. Risultato di sacrifici e responsabilità che ci avvicina ad un allentamento delle misure. Teniamo alta la guardia"

Bollettino Covid Italia mercoledì 25 novembre / Pdf

Sono 25.853 i nuovi casi di coronavirus in Italia, con 722 morti nelle ultime 24 ore. Effettuati 230.007 tamponi. Secondo i dati del ministero della Salute, in terapia intensiva ci sono al momento 3.848 persone (+32 da ieri). Per quanto riguarda l'andamento nelle varie regioni, si contano 5.173 nuovi casi in Lombardia, 2.878 in Piemonte, 2.815 in Campania. Da ieri si contano 31.819 guariti, il totale sale a 637.149.

Bollettino Covid Regione Lombardia 25 novembre

La provincia più colpita resta quella di Milano, con 2.261 positivi al coronavirus, di cui 517 a Milano città. Seguono le province di Varese + 463; Monza e Brianza +369 casi, Brescia +391; Como + 376; Pavia + 307; Bergamo +153; Mantova +139; Cremona +119; Lecco +149 e Lodi + 125. Spicca la crescita dei contagiati nella Provincia di Sondrio, che passano dai 67 di ieri ai 177 di oggi.

I dati di mercoledì 25 novembre

Gallera: siamo pronti a riapertura

L'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha parlato delle tempistiche dell'eventuale passaggio alla zona arancione sottolineando:" "Noi siamo pronti. Lo sforzo dei lombardi ha dato quei risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. E' giusto che si possa il prima possibile iniziare una riapertura lenta, graduale, che deve essere accompagnata da un grandissimo senso di responsabilità, perché non dobbiamo ricadere a breve in un'altra situazione di criticità, ma è giusto farlo". In merito a date modalità, ha aggiunto, "ci stiamo confrontando col Governo. Non so se partiremo il lunedì oppure già il sabato. Ma noi siamo pronti". Buone notizie arrivano dal fronte dell'Indice Rt. "C'è una riduzione, oggi l'Ats di Milano, che è l'unica che lo dà in maniera strutturata, indica un Rt dello 0,86, ampiamente sotto l'1, ma detto questo i dati li dà venerdì l'Iss, bisogna procedere con gradualità" ha detto Gallera, a proposito dell'indice fondamentale per misurare l'andamento della pandemia.

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Via libera a tamponi rapidi da medici di base

I medici di base lombardi inizieranno a fare i tamponi rapidi. Ad annunciarlo l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. "I medici inizieranno a farli a breve - ha detto a proposito dei test antigenici rapidi sul Coronavirus - coloro che hanno dato la disponibilità sono circa mille nei loro studi, perché ne hanno la condizioni, e li faranno adesso. A iIeri sono stati fatti 73.766 test antigenici rapidi in Regione Lombardia" ha aggiunto.

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Test a tappeto nelle Rsa

Gallera ha anche illustrato la nuova delibera approvata dalla Giunta con gli atti di indirizzo per la gestione dei pazienti postivi della rete territoriale delle Rsa e Rsd: "Nelle Rsa non rientra nessuno dei positivi che esce dall'ospedale. I pazienti positivi escono dalla Rsa e vanno in ospedale o nel setting più interessato". I contatti stretti, i positivi asintomatici o paucisintomatici, è stato spiegato. "possono rimanere all'interno solo delle strutture che possono mantenerli in sicurezza e possono garantire l'isolamento". "Prevediamo inoltre test a tappeto dentro le Rsa. Ogni 15 giorni sottoporremo a test ospiti e operatori con l'obiettivo di testare anche i parenti", ha aggiunto Gallera, riferendosi ai tamponi rapidi antigenici. 

La mappa delle zone

Per ora resta stabile la mappa delle zone (rossa, arancione e gialla) in Italia.

Ecco l'attuale classificazione delle regioni per colore: 

Gialla (rischio moderato): Lazio, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Veneto.
Arancione (rischio sostenuto): Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia, Umbria.
Rossa (rischio alto): Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d'Aosta.

Zone d'Italia: ecco le prossime tappe

La situazione - dati alla mano - potrebbe cambiare da venerdì 27 novembre. Ieri il ministro Speranza ha firmato una nuova ordinanza con cui si rinnovano le misure restrittive relative alla Provincia autonoma di Bolzano (rossa) e alle Regioni Basilicata, Umbria e Liguria (arancioni), che in base alla precedente ordinanza avrebbero dovuto restare nella fascia attuale solo fino a oggi. L’ordinanza è valida fino al 3 dicembre 2020. Venerdì 20 novembre Speranza aveva firmato un’ordinanza con cui si rinnovano sempre fino al 3 di dicembre le misure relative alle regioni Calabria, Lombardia, Piemonte, Val D’Aosta (rosse), Puglia, Sicilia (arancioni). Venerdì 27 scadono infatti i 15 giorni di inclusione in zona rossa di Piemonte, Lombardia, Val D’Aosta e Calabria, ma sebbene i dati siano per tutte in miglioramento e compatibili con una riclassificazione in zona arancione, la scelta potrebbe essere quella di mantenere tutti ’congelati’ una altra settimana. Venerdì scade anche l’ordinanza che ha portato in zona rossa Toscana e Campania e in zona arancione Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche. Anche qui, i parametri consentirebbero un allentamento, ma a molto probabilmente si attenderà anche per loro il 3 dicembre. 

Il rientro a scuola in presenza

Uno dei nodi cruciali per la gestione delle prossime settimane di emergenza resta quello della scuola. Quando si potrà tornare alla scuola in presenza? L'unica cosa certa, al momento è che il passaggio avverà in modo graduale, probabilmente a partire da dicembre. Uno scenario che hanno ventilato sia il premier Giuseppe Conte che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina proprio in questi giorni e che, in base a un accordo di massima tra i due, potrebbe diventare realtà il 9 dicembre. Il punto dolente, però, resta  l’organizzazione del trasporto pubblico locale

Dpcm di Natale

Intanto si cerca la quadra attorno al nuovo Dpcm che deciderà, gioco forza,  la gestione del Natale 2020. Le date clou si avvicinano e pare ormai chiara la strategia. Per le feste di Natale è probabile che si vada infatti verso due Dpcm – o verso un Dpcm a due stadi – il primo valido dal 3 al 23  dicembre il secondo dal 23 dicembre al 6-15 gennaio.

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