Milano, 21 gennaio 2021 -  E' scattata, questa mattina, una vasta operazione della Direzione Investigativa Antimafia coordinata dal procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri contro esponenti di spicco di locali cosche calabresi che coinvolgono le provincie di Catanzaro, Vibo e Crotone. Sono impiegati oltre duecento donne e uomini della DIA diretti dal dott. Maurizio Vallone e altrettanti di tutte le forze dell'ordine. Sono decine e decine gli ordini d'arresto e quasi 100 milioni di euro di beni sequestrati.

"Ancora una volta – commenta il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra – l’azione concreta contro le mafie riporta la ricchezza nelle mani dei cittadini. Nel corso delle recenti operazioni antimafia in Italia, e parlo di poche settimane, centinaia di milioni di euro sono tornati nelle casse dello Stato: questo è anche un reale Recovery fund vhe deve essere sempre attivo. Questi arresti dimostrano che lo Stato non solo è presente, ma è anche più forte e tenace".

Indagato segretario Udc Cesa

Tra gli indagati figura il leader dell'Udc, Lorenzo Cesa, che, appresa la notizia, si è dimesso: "Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiedero' attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre - ha dichiarato Cesa - ho piena e totale fiducia nell'operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato".  La casa romana di Cesa è stata perquisita e passata al setaccio questa mattina dagli uomini della Dia di Maurizio Vallone. L’accusa sarebbe di associazione a delinquere semplice (e non concorso estero in associazione mafiosa come in un primo momento si era appreso in ambienti investigativi). Ai domiciliari è finito anche un suo braccio destro in Calabria, Francesco Talarico dell'Udc, assessore al bilancio. 

Udc: "Piena solidarietà, si faccia chiarezza"

"Piena e totale solidarietà al nostro segretario nazionale, Lorenzo Cesa. Siamo scossi. E siamo certi che potrà dimostrare la sua totale estraneità. Confidiamo nell'operato della Magistratura, nell'auspicio che si possa fare chiarezza quanto prima". Lo affermano in una nota congiunta i senatori dell'Udc, Antonio De Poli, Antonio Saccone e Paola Binetti.

Forza Italia: "Certi della sua estraneità"

"Conoscendo la storia politica e la caratura umana di Lorenzo Cesa sono certa della sua totale estraneità all`accusa infamante che gli viene contestata. Le sue dimissioni, immediate e non dovute, da segretario dell`Udc confermano la sua correttezza e la sua comprovata sensibilità istituzionale. Nell`esprimergli la mia piena solidarietà personale e politica auspico che venga convocato al più presto dai magistrati nella certezza che saprà chiarire rapidamente la sua posizione". Lo dichiara la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini.

De Magistris: "Indagai su Cesa. Tempo galantuomo"

«Il tempo si sta mostrando galantuomo. Negli anni tra il 2005 e il 2007, da Pm, nell'ambito dell'indagine Poseidone sulla depurazione delle acque, rifiuti e gestione del denaro pubblico in altri settori vitali della Regione Calabria, indagai, tra gli altri, per fatti gravi,
l'allora segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, unitamente all'allora parlamentare e sottosegretario di Governo Giuseppe Galati». Lo afferma, in una nota, Luigi de Magistris, ex sostituto procuratore di Catanzaro e candidato alla presidenza della Calabria.