"Affitti medi: 800 euro. Sono cifre insostenibili. Aiuti su bollette e Tari"

A Lecco nel 2023 l’inflazione è salita del 5,7%. La percentuale si traduce in 1.450 euro di rincari a famiglia....

A Lecco nel 2023 l’inflazione è salita del 5,7%. La percentuale si traduce in 1.450 euro di rincari a famiglia. Ma quali sono gli interventi messi in campo per contrastare la galoppata del carovita? Lo spiega Emanuele Manzoni, assessore al Welfare del Comune di Lecco.

La città dei Promessi sposi sta diventando esclusiva, solo per ricchi?

"Non lo so, certo alcuni dati indicano una tendenza a cui dobbiamo prestare grande attenzione. Penso al costo dell’abitare che ha raggiunto livelli insostenibili: siamo arrivati a una media di 800 euro di affitto al mese per un appartamento di medie dimensioni. Non a caso nel corso dello scorso anno abbiamo approvato il Piano triennale dei servizi abitativi e lavorato a interventi proprio sul tema del diritto all’abitare".

Un’amministrazione comunale ha strumenti di intervento contro l’inflazione?

"Un Comune, in particolare di un capoluogo medio piccolo, da solo non ha leve per intervenire su dinamiche economiche internazionali".

Quali forme di aiuto e di sostegno attuate?

"Prima di tutto garantiamo un sistema di protezione verso le persone più vulnerabili. Siamo intervenuti per aiutare a pagare le bollette o la Tari. Quest’anno proporremo una misura a sostegno dell’abitare per i nuclei più fragili. Poi abbiamo previsto 2 milioni di euro per i costi delle strutture che accolgono minori, persone con disabilità o anziani".

Quante famiglie di Lecco sono seguite dai Servizi sociali per motivi economici?

"Su circa 22mila famiglie in città, sono poco meno di un migliaio. La vulnerabilità aumenta quando c’è solitudine, difficoltà di accesso ai servizi del territorio o misure di supporto. La scelta del governo di ridurre il numero di persone che accedono al reddito di cittadinanza in questo senso ci preoccupa: è più complicato sostenere alcuni nuclei anche perché i tagli al reddito non hanno significato maggior risorse per i servizi sociali degli enti locali".

Quanti sono i poveri a Lecco?

"Ci sono diverse forme di povertà. Se pensiamo ai più piccoli ci possono essere difficoltà ad accedere a percorsi formativi: alcuni bambini, esclusa la scuola dell’obbligo, non hanno altre possibilità formative e questo genera un gap che non si rimargina da adulti. Per gli anziani torna il tema della solitudine e di pensioni che non reggono all’aumento dei prezzi. I nuclei familiari monoreddito o monogenitoriali faticano a far quadrare i conti. A Lecco ci sono però anche elementi di positività: il basso tasso di disoccupazione, il volontariato, il terzo settore, l’inclinazione naturale del lecchese a prendersi cura delle persone. È necessario costruire alleanze territoriali, perché il contrasto alle povertà e lo sviluppo di una società dove siano effettivamente “rimossi gli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana“ sia una sfida comune".