Rosolino Bertoni sindaco di Palazzo Pignano mentre si reca alle urne
Rosolino Bertoni sindaco di Palazzo Pignano mentre si reca alle urne

Cremona, 7 novembre 2019 -  «Queste elezioni non si devono fare». Ricorre al Tar Rosolino Bertoni, sindaco di Palazzo Pignano, nonché candidato alla presidenza della provincia nella tornata elettorale del 25 agosto, finita poi con la vittoria del suo avversario, Mirko Signoroni e con le sue successive dimissioni perché dichiarato non eleggibile.

L’avvocata Raffaella Bordogna, su incarico dello stesso Bertoni, ha depositato presso il tribunale amministrativo di Brescia un ricorso urgente per bloccare le nuove votazioni per la presidenza della provincia, dove c’è un solo candidato, sempre Mirko Signoroni e dove a votare al momento andranno solo gli esponenti del Pd e quelli dei grillini, oltre ai dissidenti di Forza Italia che fanno capo a Simone Beretta. Proprio Beretta ieri mattina ha fatto sapere che lui e chi è con lui andrà alle urne. «Andrò a rivotare Signoroni convintamente – scrive il consigliere provinciale di FI (dissidente) – perché condivido questa scelta di buonsenso. Il centrodestra ha toppato in questo caso, come nelle amministrative di Crema e di Cremona (perse, ndr)».

Secondo Bertoni e i partiti che lo sostengono, quelli di centrodestra, non è possibile ammettere il voto per le presidenziali, come stabilito dal vice presidente della provincia Rosolino Azzali che il mese scorso ha indetto le votazioni per il presidente fissando la data al 23 novembre. L’avvocata Bordogna sostiene nel suo argomentato esposto, che tutto non può essere considerato legale in quanto gli atti di Mirko Signoroni non possono essere ritenuti validi. Infatti Signoroni alle elezioni del 25 agosto era candidato alla presidenza della provincia senza averne le prerogative e poi, vinte quelle elezioni, nominato presidente senza avere le carte in regola (era vice presidente dell’Ato, carica che non consente un posto in Provincia).

Tutto questo porta a chiedere l’annullamento della nomina del vice presidente (Azzali). Se quanto sostiene l’avvocata Borgogna è vero, anche gli atti messi in pista da Azzali non possono avere valore, vista la nullità della sua nomina. Come conseguenza, anche la convocazione delle elezioni non deve ritenersi valida. Per cui l’avvocata bergamasca chiede al Tar di intervenire in tempi brevi e di dichiarare non valida la convocazione per le elezioni. Tutto questo porterebbe ad attendere il giudizio del magistrato in merito al ricorso presentato dalla Lega contro l’elezione di Signoroni, ricorso che si discuterà il prossimo 12 dicembre davanti al giudice.