Cremona, 8 agosto 2018 - "I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c...". E' il messaggio che i passeggeri del regionale "2653", partito martedì 7 agosto alle 12.20 da Milano per Cremona e Mantova, hanno sentito dall'altoparlante e descritto in alcune mail all'azienda.

Trenord ha avviato un'indagine interna per fare luce sulla vicenda: è emerso che il messaggio è stato pronunciato da una dipendente. Individuata l'autrice, sono al vaglio i provvedimenti: la sanzione può arrivare al licenziamento. "Ringraziamo il cliente per la pronta segnalazione. Quanto riportato è grave e inqualificabile - è scritto in una nota di Trenord -. Abbiamo prontamente avviato inchiesta interna ad esito della quale adotteremo i provvedimenti necessari". 

Dopo aver rimesso in fila i fatti e la loro evoluzione, Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia, chiede 'clemenza'. Perche' "il personale di Trenord e' esasperato dalle
continue violenze
da parte di bande di nomadi, immigrati e clandestini. Basta ricordare l'episodio del controllore a cui e' stato tagliato un braccio e le continue aggressioni subite dai controllori. Ormai chiedere un biglietto e' diventata una sfida. Per fare solo un esempio nella tratta Milano-Lecco nel 2017 sono stati 224 gli eventi, tra aggressioni e minacce al personale". Ecco allora, dice De Corato, che "l'annuncio incriminato fatto dalla dipendente di Trenord va contestualizzato in questo scenario".

Anche, la Lega difende la capotreno di Trenord che rischia il licenziamento. Matteo Salvini su Twitter minimizza l'episodio: "Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno, qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori...", ha scritto il Ministro dell'Interno. "Ancora una volta si rischia di buttare una croce su qualcuno che la croce se la porta addosso tutti i giorni, dovendo lavorare in situazioni di precarieta', non in sicurezza, e soggetto a continue aggressioni, verbali e fisiche", sostiene il presidente della commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli. E aggiunge: "Attendiamo che ci sia una verifica rispetto a quanto avvenuto sul treno. Credo, infatti, che non si trattasse di un vero e proprio annuncio ma di un alterco con persone che non volevano scendere, avvenuto a microfono aperto". "L'unico premio che andrebbe dato a questi eroi capitreno sarebbe assicurare loro di poter lavorare in sicurezza", conclude.

Non la pensa del tutto così Simone Verni, consigliere regionale del M5s della Lombardia: "Quanto accaduto sul treno regionale Milano-Cremona-Mantova è grave perche' chi ha la responsabilita' di centinaia di persone deve avere equilibrio e professionalita' nel portare avanti le proprie mansioni. Sappiamo che quello del personale di bordo e' un lavoro stressante, ma cio' non puo' giustificare questo tipo di comportamenti".  Verni riconosce pero' che, sebbene l'annuncio discriminatorio "sia deprecabile, contemporaneamente evidenzia una mancanza di sicurezza che dovrebbe essere in capo alle Forze dell'ordine: irregolari, sbandati e questuanti non sono una novita' sui treni lombardi. In ogni caso questo annuncio dimostra, ancora una volta, che i treni regionali sono un far west e Trenord e' arrivata al capolinea". Per cui il pentastellato si augura "che le parti in gioco vogliano al piu' presto garantire standard di servizio accettabili e un servizio degno di un paese civile".

Il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni sollecita un chiarimento: "L'episodio resta molto grave e non deve essere minimizzato. L'utilizzo improprio degli altoparlanti e' di per se' un fatto grave, ma i commenti razzisti lo sono ancora di piu'". Peraltro, dice il dem, "Non e' la prima volta che i pendolari segnalano l'utilizzo improprio degli altoparlanti, ma questo episodio non ha precedenti. Mi auguro che sia fatta chiarezza quanto prima e che fatti simili non solo non si ripetano piu', ma che si intervenga seriamente per garantire adeguati standard qualitativi del servizio nei confronti degli utenti. Tutte cose che purtroppo oggi non sono garantite".