Passa da Cremona la speranza di salvare il rinoceronte bianco del nord: l’ultimo esperimento riuscito e cosa succederà

Nel laboratorio di Avantea è stato fecondato un ovocita poi impiantato in una femmina di rinoceronte bianco del sud, per testare la possibilità di “maternità surrogata” tra specie cugine

Rinoceronte bianco
Rinoceronte bianco

Cremona – Passa anche da Cremona l’ultima speranza di salvare dall’estinzione il rinoceronte bianco del Nord, di cui restano solo due esemplari femmina, Najin e Fatu, non in grado di affrontare una gravidanza. Gli ultimi due maschi, Suni e Sudan sono morti nel 2014 e nel 2018. Per la prima volta un embrione di rinoceronte ottenuto in provetta è stato impiantato con successo in utero, dando il via a una gravidanza: l'esperimento è stato condotto in Kenya, dal consorzio internazionale BioRescue, ma l’embrione è il risultato della fecondazione di ovociti realizzata in Italia nei laboratori di Avantea a Cremona.

La sua riuscita apre alla possibilità di impiantare embrioni di rinoceronte bianco settentrionale per salvare la specie dall'estinzione, prima che scompaiano anche le ultime due femmine rimaste.

L'esperimento è partito lo scorso settembre, quando è stata selezionata come madre surrogata una femmina di rinoceronte bianco meridionale di nome Curra, accudita presso la riserva Ol Pejeta Conservancy in Kenya. Nel suo utero sono stati trasferiti due embrioni di rinoceronte bianco del sud prodotti presso i laboratori di Avantea. Gli ovociti utilizzati per produrre gli embrioni sono stati prelevati da Elenore, un rinoceronte bianco meridionale che vive nello zoo di Pairi Daiza, in Belgio. Lo sperma utilizzato per la fecondazione proviene dal maschio Athos, dello Zoo Salzburg di Hellbrunn, in Austria. Gli ovociti di Elenore sono stati fecondati in vitro mediante iniezione intracitoplasmatica di sperma (ICSI) e sviluppati in blastocisti appunto nei laboratori Avantea di Cremona. Per il trasferimento degli embrioni in Kenya, gli scienziati di BioRescue hanno trasferito due embrioni per aumentare le probabilità di successo.

Il trasferimento degli embrioni è stato accompagnato da una valutazione etica condotta dall'Università di Padova, in modo da considerare i possibili scenari e i rischi connessi alla procedura. Per due mesi Curra è stata monitorata quotidianamente fino a intercettare i primi segni di una gravidanza, ma poi è deceduta a causa di un'infezione batterica favorita dalle forti piogge.

Le analisi sul suo corpo hanno confermato che era incinta di un feto maschio sano di 70 giorni, lungo 6,4 centimetri, frutto del trasferimento di uno dei due embrioni in provetta. "Queste informazioni testimoniano la fattibilità del processo e riducono il tempo necessario per verificarne il successo: pensiamo infatti che potremo procedere al trasferimento di embrioni di rinoceronte bianco settentrionale un anno prima del previsto”, commenta Cesare Galli, co-fondatore e direttore di Avantea. 

Nel 2019 infatti sono satti raccolti con successo per la prima volta 5 ovociti da Najin e 5 da Fatu, ospiti sempre della riserva naturale Ol Pejeta Conservancy. Le 10 cellule uovo sono state prelevate attraverso una sonda a ultrasuoni dalle ovaie dei due pachidermi, addormentati con anestesia generale "senza alcuna complicazione". Gli ovociti dovranno essere fecondati con spermatozoi congelati di Suni e Sudan. Gli embrioni di rinoceronte bianco del nord saranno poi impiantati in una femmina di rinoceronte bianco del Sud, proprio come era Curra.