Da Crema al Mar Rosso, Valentina Fusari è una ricercatrice “d’oro”: il suo studio finanziato per 1,9 milioni di euro

Il progetto dedicato alla fecondità in Eritrea ha ottenuto il Consolidator Grant, premio prestigioso riconosciuto dall’European Research Council

Valentina Fusari ha vinto il Consolidator Grant

Valentina Fusari ha vinto il Consolidator Grant

Crema (Cremona) – La ricercatrice cremasca Valentina Fusari ha vinto il Consolidator Grant, premio prestigioso riconosciuto dall’European Research Council. Tra i 308 progetti selezionati, quello della Fusari, storica dell’Africa del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, è stato finanziato con quasi 1.9 milioni di euro in 5 anni. "Redmix - Unpacking Mixedness for an Inclusive History of the Red Sea, 1800s-2000s (questo il nome del progetto) si propone di contribuire a una storia maggiormente inclusiva del Mar Rosso", racconta Valentina Fusari.

Perché studiare il Mar Rosso?

"Sono arrivata in questa regione, più precisamente in Eritrea, con gli studi dottorali che ho svolto presso l’università di Pisa. Nello specifico ho applicato studi di fecondità femminile sulla popolazione eritrea (circa tre milioni). Si tratta di una realtà che storicamente ha mosso molti interessi, con una spiccata mobilità sia dall’Africa, sia dalla penisola arabica. Una realtà cosmopolita dove le popolazioni si mescolano".

Agli europei perché dovrebbe interessare questo progetto?

"Il nipote di una ipotetica signora cremasca probabilmente avrà un compagno di classe che è figlio di una coppia mista con un background diverso e che risente di una marginalizzazione o di pregiudizi che devono essere superati".

Da quanto lavora a questo obiettivo?

"Da un anno. Inviato il progetto, vi è stata una prima fase di valutazione in cui passano circa il 20% delle proposte. Nello step successivo è un’intervista di 5 minuti; poi c’è una fase di botta e risposta di oltre 20 minuti, il tutto viene valutato da quattro membri della commissione e altri quattro membri esterni esperti".

Come li ha convinti?

"Ho dimostrato che la regione del Mar Rosso ha delle dinamiche e degli eventi propri. Ho messo in evidenza quanto sia importante seguire questi gruppi in determinati momenti storici e attraverso le diverse generazioni".