Un anno senza Gianluca Vialli. "Io, lo zio e Cremona. A tutti ha lasciato la forza del suo sorriso"

Il nipote Riccardo ricorda il calciatore scomparso il 5 gennaio 2023: “Questa città lo porta nel cuore: un murale all’oratorio per ringraziarlo"

Riccardo Vialli davanti al murale dedicato allo zio Gianluca
Riccardo Vialli davanti al murale dedicato allo zio Gianluca

Cremona, 2 gennaio 2023 – Il grande murale all’oratorio di Cristo Re, a Cremona, dove ha giocato le prime sfide e cullato i primi sogni: Gianluca Vialli, nel pieno della giovinezza, fasciato con la maglia grigiorossa della Cremonese. Un anno dopo. Un anno senza più Gianluca, campione e gentiluomo. È intriso di tenera nostalgia il ricordo di Riccardo Vialli, figlio di Giovanni (per tutti Nino), uno dei cinque fratelli Vialli.

Riccardo Vialli, come è stato vivere all’ombra di uno zio campione?

"Da ragazzino era bellissimo avere uno zio che aveva giocato in Cremonese, Sampdoria, Juventus, Chelsea, Nazionale. Sarei voluto diventare come lui ma le mie doti calcistiche non me lo hanno permesso. Ho giocato a calcio, terzino destro nel Corona e poi nella squadra di calcio della Canottieri Baldesio. Non ero proprio scarso. Solo che, sentendo il nome Vialli, la gente si aspettava chissà cosa, ma dopo cinque minuti aveva capito che gli attaccanti da me non avevano molto da temere".

Il primo ricordo dello zio...

"Il primo ricordo è una videocassetta. Sono cresciuto con le videocassette delle sue imprese sportive. Nella nostra villa di Grumello ne avevamo una ventina. Da bambino facevo i confronti fra i due calciatori di famiglia, lo zio Maffo e lo zio Luca. All’epoca Maffo era più forte, però Luca era più costante. ‘Voleva’ diventare calciatore".

L’ultimo ricordo.

"Uno degli ultimi è a Genova, alla prima del film ‘La bella stagione’, il racconto della grande stagione della Sampdoria di Vialli e Mancini. Ero seduto tre file indietro. Lui mi aveva trovato i biglietti. Si è alzato per chiedermi se ero sistemato bene. Ci sono i ricordi dei giorni a Londra, quando ci ha lasciato. Ma quelli sono ricordi personali. Li tengo per me, dentro di me. In quest’ultimo anno ho ripensato a tutti i momenti che avevo vissuto con lui. Ho ventotto anni, quando sono venuto al mondo stava per lasciare l’Italia per giocare nel Chelsea. Mi manca di non averlo visto, frequentato di più. È il mio cruccio. Forse l’ho conosciuto di più da un anno a questa parte".

Riccardo, la sua squadra del cuore?

"Sono sampdoriano. Quando vado a Genova, allo stadio, e gli amici che mi accompagnano dicono chi sono, la gente si avvicina: c’è chi racconta un episodio, un aneddoto, tanti piangono. Lo scudetto del campionato 1990-‘91 è ancora vivo, un grande ricordo. Luca si rammaricava molto per la finale di Coppa dei Campioni persa l’anno dopo contro il Barcellona, per le occasioni che aveva fallito, per quel gol incassato su punizione. Ripeteva spesso che quella partita avrebbe voluto rigiocarla".

Vialli e Cremona.

"Cremona ha Luca nel cuore e Luca aveva nel cuore Cremona. Tornava qui ogni volta che gli era possibile. Aveva voluto che la moglie e le figlie conoscessero la città. Quest’anno è stato ricordato con il murale a Cristo Re, il concerto ‘Stradivari per Vialli’, con il violino che Luca contribuì concretamente a riportare a Cremona dall’Inghilterra, le luminarie accese da novembre in via Solferino, in centro città, con le più belle frasi di Luca: ‘Cerca la tua vocazione’, ‘Ridi spesso’, ‘Cerca di migliorarti ogni giorno’, ‘Non mollare mai’, ‘Non perdere tempo in cose inutili’. Sotto la sua firma e il Torrazzo stilizzato. Provo un brivido ogni volta che passo di lì o solo che ci penso. Il 5 gennaio la facciata del Comune di Cremona sarà illuminata con alcune immagini di Luca. Il 5 perché Luca è mancato la sera del 5 gennaio, il 6 abbiamo dato la comunicazione come famiglia. Il settore Distinti dello stadio Zini di Cremona sarà intitolato Gianluca Vialli".

Cosa ha lasciato Gianluca Vialli?

"Il sorriso. Un esempio di forza, di attaccamento alla vita. Il ricordo di chi l’ha conosciuto e anche di chi non l’ha mai incontrato allevia un po’ il nostro dolore in quest’anno che per la nostra famiglia è stato molto duro. Ricevo tanti messaggi sui social. Mi scrivono molti ragazzi che non l’hanno mai visto giocare dal vivo ma che lo conoscono dai racconti dei genitori. Una signora mi ha scritto che grazie a lui sta andando avanti per assistere il marito malato, che Luca le dà la forza per fare come lui: non mollare".