Lo staff del reparto di radiologia dell’ospedale di Crema
Lo staff del reparto di radiologia dell’ospedale di Crema

Crema, 12 luglio 2020 -  Polmoniti anomale, casi di ricovero in aumento, tamponi. C’è un innalzamento del livello di guardia nei giorni scorsi nell’ospedale di Crema per via della scoperta di un numero di polmoniti non comune. "Sì, è vero - dice Maurizio Borghetti, medico radiologo dell’ospedale di Crema, che ha scoperto le polmoniti e le ha segnalate alla direzione sanitaria - in una decina di giorni, a giugno, abbiamo segnalato una quindicina di polmonite e poi se ne sono aggiunte altre negli ultimi giorni del mese. Fatto strano. Però abbiamo controllato. Nessun tampone è risultato positivo, le polmoniti erano tutte monofocali (quelle da coronavirus sono multifocali, ndr ) e nessuna ha presentato o si è evoluta in un quadro clinico grave".

Quindi , nessun allarme coronavirus di ritorno, anche perché nei giorni seguenti, i primi di luglio, il fenomeno non si è più ripresentato. Siamo in presenza, probabilmente, di alcune “Covid light“, come viene definito il nuovo fenomeno, cioè polmoniti leggere con il malato che ha un tampone negativo ma che ha la possibilità di diventare positivo nel tempo. "È bene continuare con le mascherine - dice Borghetti - e tutto questo conferma i limiti dei tamponi. Per il momento tutte le malattie che si sono presentate sono state facilmente curabili e a Crema non c’è alcun paziente affetto da coronavirus in terapia intensiva". Tuttavia, proprio ieri c’è stato l’allarme lanciato da un infermiere nell’ospedale di Cremona, dove ci sono stati una decina di ricoverati, due dei quali in pneumologia e uno ammesso alla respirazione forzata. "Le notizie è vitale fornirle nel modo esatto: i casi di Cremona arrivano tutti dal focolaio di Viadana. Sottolineo che si tratta di lavoratori, spesso stranieri, che prestano la loro opera nei macelli e a temperature estreme".