Il capanno distrutto dagli animalisti
Il capanno distrutto dagli animalisti

Campagnola Cremasca (Cremona), 7 ottobre 2018 - Due animalisti dell’Alf (Animal liberation front) sono stati arrestati ieri all’alba dai carabinieri di Crema con l’accusa di furto aggravato, danneggiamento aggravato e porto di arnesi atti allo scasso. I due, un giovane di 23 anni e una ragazza di 21 di Peschiera Borromeo, noti alle forze dell’ordine per denunce in merito alla loro attività di animalisti, sono finiti davanti al giudice ieri mattina e il magistrato non ha ritenuto congrua la richiesta di patteggiamento a un anno di reclusione prospettata dal loro avvocato, convalidando l’arresto, rinviando la sentenza al prossimo 31 ottobre e comminando ai due l’obbligo di dimora nel paese dove abitano.

I due giovani animalisti l’altra notte hanno preso di mira un capanno per la caccia di un bergamasco. La casetta è in territorio di Campagnola Cremasca e i due evidentemente ne conoscevano l’ubicazione, così nella notte di venerdì hanno preso l’auto della ragazza, una Daewo Matiz e sono arrivati a destinazione. Con una grossa cesoia hanno fatto saltare la catena che chiudeva il capanno e una volta dentro hanno distrutto tutto quel che c’era da rompere. Non contenti, hanno aperto le gabbie degli uccelli detenuti come richiami vivi e con una bomboletta spray hanno tracciato scritte non proprio carine nei confronti di caccia e cacciatori. Infine, hanno preso la tosaerba che era nel capanno, utilizzata per tagliare l’erba intorno alla casetta e l’hanno gettata nella vicina roggia. Dopo aver devastato tutto il possibile, erano circa le tre di venerdì mattina, i due hanno preso l’auto per rientrare a casa, ma fatti pochi chilometri si sono imbattuti in una pattuglia del nucleo radiomobile che li ha fermati per un controllo.

I carabinieri hanno trovato sull’auto le bombolette spray, un binocolo professionale e anche un permesso di appostamento per la caccia intestato al cacciatore bergamasco nel quale si faceva riferimento al capanno di Campagnola. Una pattuglia è andata a verificare e ha trovato quanto fatto dai due animalisti. Il proprietario è stato avvertito ed è arrivato sul posto per verificare l’accaduto. A quel punto i due giovani sono stati portati in caserma dove sono stati arrestati e poi inviati davanti al giudice che ha rigettato la richiesta di patteggiamento: un anno di prigione è troppo poco per la distruzione del capanno e la liberazione degli uccelli che, va detto, purtroppo non hanno alcuna possibilità di scampo, visto che non sono abituati a vivere in natura.