
la Rocca di Soncino
Soncino (Cremona) – Sono 24 chilometri. Da fare a piedi per i più allenati, o in bicicletta per chi vuole impiegare meno tempo. Si tratta di un percorso cicloturistico attorno alla città di Soncino, giro che comprende le frazioni e ruota intorno alle bellezze del posto, non solo l’antica rocca, conosciuta e rinomata in ogni dove, ma anche le chiese e qualche ristorantino dove gratificare la gola. L’anello si sviluppa interamente intorno alla città.
La partenza è dalla rocca, dove una visita a questo antico posto di guardia è d’obbligo, salendo sui torrioni a godere del panorama, per gratificare la vista con l’ampiezza della Pianura Padana. Non lasciatevi scappare l’interno della cittadina. Incontrerete antichi mulini con le loro pale ancora immerse nelle rogge che davano la forza alle macine che trasformavano il grano in farina. Sono sette le chiese del borgo, una più bella dell’altra. In piazza del Comune, discosto, c’è uno dei rarissimi campanili eptagonali. Purtroppo non è possibile salirvi, ma già guardarlo rende la sua bellezza. Come non ammirare poi l’orologio con quadrante diviso in 24 ore e i matei, guerrieri che battono le ore.
Lasciato il borgo, ci si dirige verso Isengo. La strada è asfaltata e porta nella campagna fino al piccolo agglomerato urbano. Si piega poi verso Gallignano, sempre attraverso la campagna, ricca di volatili che rincorrono il loro pranzo e la cena. Se c’è un trattore che porta acqua al campo, lo spettacolo del guardabuoi e degli ibis appagherà l’occhio di chi ama la natura. Guardate bene e scorgerete anche il maestoso airone, accompagnato magari da una o due garzette col ciuffo, più rare, o senza, più ordinarie.
Arrivati a Gallignano, frazione popolosa di oltre duemila abitanti (Soncino in tutto sfiora i 9mila), virate verso Villacampagna, che sta esattamente dal lato opposto, cioè a Sud. La meta si raggiunge attraverso strade vicinali non asfaltate e ben tenute. Qui potete fare una sosta alla trattoria, dove servono cibi locali a chilometro zero. Oppure, se sarà troppo presto per rifocillarvi, dopo un buon caffè riprendete la strada e tornate a Soncino, non senza aver fatto una sosta al fontanile delle Fontane Sante. Infine, alla periferia del borgo, l’ultima visita d’obbligo è alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, interamente affrescata dai Campi. Una festa per gli occhi.