Milano, 27 ottobre 2020 - Covid-19 non arresta la sua corsa. Oggi in Italia i nuovi casi di coronavirus sono 21.994, rilevati sulla base di 174.398 tamponi, 221 i deceduti. Quasi un quarto dei nuovi positivi nazionali è relativo alla Lombardia dove i contagi accertati nelle ultime 24 ore sono stati 5.035 (di cui 260 ‘debolmente positivi’ e 26 a seguito di test sierologico) su 29.960 tamponi effettuati. In lieve aumento il rapporto casi-tamponi, 16,8% (ieri era al 16,7%). Oggi, martedì 27 ottobre, nuovo drammatico incremento di decessi: sono 58 le vittime lombarde (17.310 da inizio emegenza Covid-19). Allarmanti numeri relativi ai ricoveri: crescita di 29 nelle terapie intensive e +256 negli altri reparti (2.715 in totale). Sono 418 i guariti/dimessi, per un totale di 90.774 (di cui 3.284 dimessi e 87.490 guariti). 

Lombardia, i dati di martedì 27 ottobre

Coronavirus in Lombardia, dati del 27 ottobre 2020

La provincia di Milano è prima per nuovi contagi giornalieri: sono quasi duemila (1.940) i casi in provincia di Milano, 768 dei quali a Milano città. Preoccupa la vicina provincia di Monza e Brianza, che ha sfondato quota mille contagi giornalieri, con una crescita-record di 1.362 in 24 ore. Nettamente più bassi i numeri nelle altre province, anche se tutti a tre cifre. Al terzo posto la provincia di Varese, con +263, seguita da Como (+215). Sfiorati i duecento casi a Lecco (+198), +188 a Pavia, +170 a Brescia. Incremento di 130 a Lodi, +128 a Cremona, +107 a Sondrio, +105 a Mantova. Ultima per nuovi casi la provincia di Bergamo, la zona più duramente colpita a marzo-aprile: +93 casi. 

Covid-19 in Italia, contagi del 27 ottobre / Pdf

Alla luce del bollettino dell'emergenza Covid-19 in Italia diffuso dal Ministero della Salute la Lombardia si conferma regione con più contagi nelle ultime 24 ore: circa 1.500 in più rispetto a ieri quando però erano stati effettuati circa 9mila tamponi in meno. Sale l'allarme anche in Piemonte con 2.500 nuovi contagi ma appena 12.500 tamponi, quasi la metà di quelli effettuati nel Lazio che oggi registra 2mila nuovi casi. In Campania sono 2.760 i contagi giornalieri a fronte di 14.700 tamponi, ieri erano 1.900 per 11.500 tamponi. Il totale degli attualmente positivi è di 255.090, dei quali 239.724 in isolamento domiciliare. Il numero di ricoverati è di 13.955 (+958 rispetto a ieri), dei quali 1.411 (+127) in terapia intensiva.

Milano nuovo fronte della battaglia

Centro della nuova ondata la Città Metropolitana, che a marzo-aprile era stata meno colpita dalla circolazione del virus. Per Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all'Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute, le misure sin qui adottate (ordinanza regionale con coprifuoco e misure del nuovo Dpcm) non sono sufficienti per fermare Covid-19 nelle aree più colpite: "A Milano e Napoli uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l'autobus - ha spiegato -. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no". In serata il premier Giuseppe Conte, in merito all'ipotesi di lockdown mirati, ha spiegato: "E' contemplata la possibilità di interventi a livello territoriale, il Dpcm lo consente" ed "è questo il sistema che perseguiamo". 

Fontana e Sala: nessun lockdown

A preoccupare, in particolar modo, è la forte pressione sugli ospedali. Ieri i ricoveri in terapia intensiva sono aumentati di 11 unità (nel complesso hanno raggiunto quota 242), mentre i ricoverati negli altri reparti sono cresciuti di 133, per un totale di 2.459 posti occupati. L’assedio dei grandi ospedali milanesi battezzati hub per il coronavirus, è già una realtà: "È una bomba ad orologeria". Per il sindaco di Milano Giuseppe Sala anche nella "peggiore delle ipotesi avremmo 10-15 giorni per decidere un eventuale lockdown". "La media intensità di cura è il punto che intasa gli ospedali - ha spiegato il primo cittadino -. che hanno il tema di una massa enorme di ricoveri. Non credo sia irrisolvibile e che ci debba portare a un lockdown generale adesso". Il governatore Attilio Fontana ha ribadito: "Escludo che ci siano le condizioni per prevedere ipotesi di questo genere, anzi, tutti i nostri interventi vanno nella direzione di evitare ogni tipo di lockdown".

Il rebus dell'efficacia delle misure

Proprio le misure da adottare per contenere il virus sono al centro di un duro confronto, anche nel mondo scientifico e sanitario. Da una parte i sostenitori del lockdown per città come Milano con numeri troppo alti e in costante crescita, dall'altra chi ritiene che le misure adottate col nuovo Dpcm siano sufficienti a far calare la curva del contagio. Una cosa appare certa: quelli in arrivo, per la Lombardia, saranno giorni difficili. "I numeri cresceranno, gli effetti delle misure si vedranno solo tra 15 giorni", ha ricordato ieri l'assessore al Welfare Giulio Gallera. "Siamo di fronte a una realtà molto dura", ha detto Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano e docente all'università Statale. "Non si può vedere quanto è stato disperso di quello che avevamo faticosamente ottenuto con il lockdown" di marzo-maggio, ha osservato Galli, aggiungendo che il trend dei contagi da Sars-CoV-2 "certamente non migliorerà nei prossimi giorni. Non ci possiamo aspettare che i prossimi siano giorni tranquilli perché i fenomeni che sono in marcia non ce li togliamo di dosso. Per i prossimi giorni ci dobbiamo quindi attendere una quantità di nuovi casi". Il punto è però un altro: "Se i provvedimenti presi ora non fermano la tendenza in atto, la faccenda diventa molto seria e a quel punto non abbiamo alternative" al lockdown in alcune zone d'Italia