Festa della Giubiana 2024: falò, cortei e risottate in Lombardia

Giovedì 25 gennaio arriva la Gioeubia con i suoi falò propiziatori, le feste popolari e le tradizioni culinarie a scacciare l’inverno

MONICA GUERCI
Cosa Fare
La tradizione del falò della Gioebia a Busto Arsizio

La tradizione del falò della Gioebia a Busto Arsizio

Milano, 23 gennaio 2024 - L'ultimo giovedì di gennaio in Lombardia viene bruciata la Giubiana, antichissimo rito contadino per scacciare l’inverno. La leggenda narra che la strega (chiamata anche Gioeubia o Giöbia, il nome cambia secondo i dialetti e i paesi) viveva nel buio di un bosco e si cibava di bambini fino a quando le tesero una trappola con un succulento piatto di risotto giallo, che mangiò così voracemente da non accorgersi dell’arrivo della luce del sole che la brucio all’istante. Da qui il ‘Risotu cunt’ a lüganiga’ è diventato il piatto tradizionale della Gioeubia. Il riso benaugurante, la “luganega” di maiale simbolo di ricchezza. Il rogo della Giubiana prevede che il fantoccio della vecchia strega sia dato alle fiamme come auspicio per mesi floridi e come segno di buon augurio per il raccolto. Un rito contadino propiziatorio e identitario che rivive nelle piazze della città.

Giubiana ecologica a Seregno

A Seregno l’appuntamento con il rogo della Giubiana (Monza e Brianza) organizzato dall’Associazione Madonna della Campagna è sabato 27 gennaio, nel parco di via Cagnola. I bambini preparano una letterina che potranno consegnare alla vecchia strega affidandole tutti i mali e le cose brutte che non vogliono più e il fuoco si porterà via. Alle 19 viene servito il risotto giallo con la luganega preparato dai cuochi dell’associazione. A seguire alle 21,30 alla rappresentazione della storia della Giubiana con gli allievi di Cartanima-Academy Musical Arts di Seregno, infine l’atteso rogo della strega che anche quest’anno avrà un ridotto impatto ambientale: a bruciare sarà solo il grande fantoccio realizzato esclusivamente con materiali naturali quali carta e paglia, al fine di ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica nell’aria.

Giussano: roghi, cortei e risotti

Roghi a Giussano (Monza e Brianza) per la Festa della Giubiana. La tradizione del falò che arde è accompagnata da quella del risotto con la luganega e dei tortelli. Il primo rogo è arso domenica 21 gennaio, ma la tradizione della Festa della Giubiana prosegue giovedì 25 gennaio con un doppio rogo: alle ore 21.00 a Paina in piazza Mercato e all’Oratorio di Robbiano con partenza dei due cortei alle ore 20.30. Due i roghi anche sabato 27 gennaio: il primo avrà luogo alle ore 20.30 all’Oratorio di Birone e sarà preceduto alle 19.00 dalla possibilità di gustare un buon risotto e alle ore 21.30 a chiudere le iniziative tocca al rogo al Laghetto Chiesa San Francesco.

A Mornago le “Scopette scaccia guai”

Sabato 27 gennaio la Proloco di Mornago (Varese) organizza l’11ma edizione del falò della Giöbia. La serata si aprirà con l’aperitivo di benvenuto alle ore 18 (in via Monte Ortigara), a seguire risotto alla salsiccia, panini con salamella, vin brulè e frittelle. Prima dell’accensione del falò saranno consegnate le “Scopette scaccia guai“: su un foglio -che verrà poi bruciato- si scrivono tutte le brutte cose di cui liberarsi. E se il fuoco salirà scoppiettando diritto verso il cielo la stagione futura sarà felice e propizia.

A Busto Arsizio, brucia la Giöbia

Giovedì 25 gennaio torna la tradizione della Giöbia. Saranno numerosi a Busto Arsizio (Varese) i falò dei fantocci che rappresentano l'inverno e i guai del passato. Qui c’è una vera esposizione delle Giöbie realizzate dalle associazioni che sarà visibile per l’intera giornata in piazza Santa Maria, mentre il rogo sarà nel parcheggio di via Einaudi alle ore 19.00. A seguire, nel rispetto dell’antico rito Amministrazione Comunale e Distretto del Commercio, invitano i bustocchi a gustare un fumante piatto di risotto con la luganiga in piazza Vittorio Emanuele II alle ore 19.30, subito dopo il falò. Il tutto sarà accompagnato da un bicchiere di vino rosso e dal dolce tipico del periodo invernale, le chiacchiere, offerte dal panificio Colombo. Quest’anno, inoltre, sempre per mantenere viva la tradizione è stato promosso un concorso tra le scuole, invitate a realizzare un fantoccio tra 150 e 200 cm. Le Giöbie saranno esposte in piazza santa Maria il 25 gennaio e infine bruciate nel tradizionale falò di via Einaudi.

A Cantù brucia sulla pira la castellana

L'ultimo giovedì di gennaio, nella piazza principale di Cantù (Como) viene bruciata la Giubiana. La tradizione popolare qui vuole che il manichino che viene arso su una pira, alla presenza del popolo e delle autorità, rappresenti la castellana traditrice della città. Il corteo storico partirà dal Parco Martiri delle Foibe alle ore 20.45, per snodarsi per le vie del centro fino a piazza Garibaldi. A seguire la lettura della sentenza che manderà al rogo la castellana. Gran finale con uno spettacolo “piromusicale”, senza botti.

A Canzo, il rogo della Giubiana

Giovedì 25 gennaio anche Canzo (Como) rivive l'antica tradizione contadina e si brucia la Giubiana. Un rumoroso corteo con partenza dalla Cappella di San Rocco alle 20.30 attraverserà le vie del borgo antico, per accompagnare la vecchia Giubiana al tribunale, dove sarà giudicata e condannata al rogo in Villa Meda. Nel corteo, Diavoli, Streghe, Anguane, l'Orso e il Cacciatore. Il sacrificio della vecchia rappresenta un rito di passaggio dall'anno vecchio all'anno nuovo. “Per la buna furtuna cuntra la displila”: dalle fiamme del rogo si traggono auspici di buona o cattiva sorte, l'antico rito si conclude con un banchetto comunitario a base di risotto, luganiga e vin brûlé.

Ad Ardesio la “Scasada del Zenerù”

Ad Ardesio (Bergamo), località dell’Alta Valseriana sulle Alpi Orobie adagiata sulla sponda sinistra del fiume Serio, invece si scaccia l’inverno e la brutta stagione con il rumore di campanacci e il grande falò del fantoccio di Zenerù (Gennaione). Un evento organizzato ogni anno il 31 gennaio per tradizione dalla Pro Loco Ardesio. Il Zenerù ricorre proprio nei gelidi giorni della merla e nell’antichità l’ultimo giorno di gennaio era considerato cerniera tra l’inverno e la primavera e gli ardesiani per “scacciare” l’inverno, il freddo e la brutta stagione, facevano un gran baccano con cioche, tole, padelle, latte, raganelle piccole e giganti. Il rito si ripete: mercoledì 31 gennaio alle 20:00 partirà dal Ponte Rino la sfilata per le vie del paese che terminerà con il consueto falò. Al termine brulè e frittelle per tutti.