Un timeout con l'allenatore Sodini (Ciamillo)
Un timeout con l'allenatore Sodini (Ciamillo)

Milano, 28 ottobre 2017 - Due coppe dei Campioni, 4 Coppe delle Coppe, 4 Coppe Korac, 2 Coppe Intercontinentali e 3 scudetti. Questo è il palmares della Pallacanestro Cantù,società fondata nel 1936 e tra le realtà storiche del basket italiano, formazione entrata nel cuore di tutti gli appassionati della palla a spicchi della Brianza e non solo. Cantù ha storia, tradizione, passione, tifo ma tutto questo rischia di scomparire per colpa dell’attuale proprietà e della famiglia Gerasimenko che sta seriamente compromettendo il futuro della società brianzola. L’ultimo allarme sulla situazione in casa della Pallacanestro Cantù era arrivato negli scorsi giorni con lo sciopero da parte dei giocatori della squadra guidata da coach Marco Sodini che si erano rifiutati di allenarsi a causa del mancato ricevimento degli stipendi. Un fatto che ha avuto un’eco molto negativo e che ha risvegliato l’attenzione sulla situazione di una società che già negli ultimi tempi aveva fatto parlare di sé non per i risultati ottenuti sul campo, ma per ciò che succede all’interno della proprietà.

Da mesi ormai  il pallino del comando, almeno da un punto di vista formale, è passato nelle mani di Irina Gerasimenko, moglie del magnate russo Dmitry che per problemi giudiziari da tempo non si vede in Brianza. Ora però pare che anche la signora Gerasimenko sia pronta a farsi da parte e la stessa avrebbe già espresso questa volontà a suo marito. A quanto sembra venerdì prossimo ci sarà un’assemblea dei soci straordinaria che andrà a nominare un nuovo presidente al posto dell’attuale numero uno della Red October. Proprio dall’azienda che attualmente sponsorizza Cantù (e di proprietà dello stesso Gerasimenko) potrebbe arrivare il sostituto: Andrea Maur, amministratore delegato di Red October.
La situazione però, al di là di un mero cambio di nomi, resta ai limiti del drammatico e anche coach Marco Sodini è stato costretto a sottolineare come sia difficile per lui e i suoi ragazzi pensare solo al campo in un momento di passione: «Ci sono delle problematiche esterne alla squadra che ci condizionano e non possiamo fare finta che non ci siano. Ci sono delle interferenze esterne che purtroppo non possiamo ignorare. Non possiamo nascondere le difficoltà, altrimenti in settimana non ci sarebbe stata la protesta dei miei giocatori, che prima di essere giocatori di pallacanestro sono dei lavoratori e come tali vanno rispettati». L’ambiente sta dunque risentendo di questa atmosfera decisamente pesante cui si aggiungono le incombenze legate agli obblighi con la Fip. La società brianzola non ha pagato 37 mila euro di terza rata Fip scaduta il 25 ottobre. Bisognerà saldare tutto, multa compresa (3mila euro), entro il 2 novembre altrimenti sarà -3 in classifica, se invece il pagamento non dovesse arrivare entro il 9 novembre la Pallacanestro Cantù sarebbe esclusa dal campionato, pur mantenendo l’affiliazione. Negli scorsi giorni si era vociferato di possibili trattative in corso per sondare la disponibilità di eventuali acquirenti, ma l’incerta situazione debitoria pregressa per ora tiene lontano i potenziali investitori.