Fiori e messaggi per don Roberto Malgesini (Cusa)
Fiori e messaggi per don Roberto Malgesini (Cusa)

Como, 6  settembre 2020 - E' prevista nelle prossime ore l'autopsia di don Roberto Malgesini, il sacerdote 51enne ucciso a Como da un senzatetto. Un accertamento disposto dal procuratore di Como Nicola Piacente e dal pm Massimo Astori in un quadro probatorio già molto nitido, alla luce della confessione e di tutti gli elementi che convergono in un'unica direzione. Un passaggio obbligato anche per l'ultimo saluto al prete amato dai poveri della città che si potrebbe svolgere in Duomo o, qualcuno ipotizzava ieri, allo stadio.

Le motivazioni

Durante l'interrogatorio di ieri, Ridha Mahmoudi ha 'giustificato' il suo gesto con la paura di ritornare nel suo Paese d'origine visto il provvedimento di espulsione che pende nei suoi confronti da aprile. Nelle sue parole poco lucide pronunciate davanti agli inquirenti, il prete che lo sfamava a colazione e che gli aveva procurato anche un avvocato per difendersi nei suoi processi non lo avrebbe aiutato nell'evitare un possibile rientro in Tunisia. Mahmoudi sarà nuovamente interrogato domani in carcere dal gip per la convalida dell'arresto. 

L'ipotesi della perizia psichiatrica

Il legale del tunisino 53enne sta valutando la richiesta di una perizia psichiatrica del suo assistito. "Valuteremo questo aspetto - spiega l'avvocato Davide Giudici - è probabile. Domani mattina alle 9.30 ci sarà la convalida e poi faremo una valutazione sulla base della convalida e se necessario presenterò istanze ai giudici ".  In attesa dell'interrogatorio di fronte al gip, Mahmoudi si trova attualmente in isolamento nel carcere del Bassone. Un isolamento, sottolinea il legale del 53enne, "legato all'emergenza Covid. Tutte le persone che entrano in carcere ora vengono sottoposte" a questo trattamento, precisa l'avvocato.

Il dolore di Papa Francesco

​Una preghiera in silenzio per don Roberto Malgesini. E' l'invito di Papa Francesco al termine dell'Udienza generale che ha sottolineato il "martirio di questo testimone della carita' verso i piu' poveri". "Desidero ricordare in questo momento don Roberto Malgesini, sacerdote della diocesi di Como che ieri mattina e' stato ucciso da una persona bisognosa che lui stesso aiutava. Una persona malata di testa". "Mi unisco al dolore e alla preghiera dei suoi familiari e della comunita' comasca. E - ha continuato - come ha detto il suo vescovo, rendo lode a Dio per la testimonianza, cioe' per il martirio di questo testimone della carita' verso i piu' poveri. Preghiamo in silenzio per don Roberto Malgesini e per tutti i preti, suore, laici, laiche che lavorano con le persona bisognose e scartate della societa'".

Messaggi e fiori per don Roberto

Davanti alla chiesa di San Rocco, dove il sacerdote è stato ucciso ieri mattina, sono apparsi messaggi, fiori, foto. Dal semplice "Ti vogliamo bene" alla richiesta di un aiuto "a chiedere al Signore perché lascia succedere una cosa del genere" ai ringraziamenti in diverse lingue, quelle delle tante persone che ha aiutato nel corso della sua vita. "Non ci sono addii per noi, ovunque tu sia sei nel mio cuore", si legge in un altro messaggio. (FOTO)

Il dolore dei musulmani

Anche i musulmani d'Italia esprimono dolore per la morte di don Roberto Malgenisini. "Ci giunge la triste notizia dell'uccisione di Don Roberto Malgesini,
parroco di Como, conosciuto come il prete degli ultimi, ucciso per mano di un senzatetto affetto da gravi problemi psichici che lo stesso Don assisteva", dice una nota di cui riferisce il Sir del presidente dell'Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii), Yassine Lafram. "Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze ai suoi cari, a tutta la comunità comasca e agli amici cristiani impegnati verso il prossimo, in un cammino di pace e fratellanza".

Il ricordo della Caritas di Pavia

"La Caritas diocesana di Pavia - si legge nella nota diffusa questa mattina -, con tutti i suoi operatori, volontari, e ospiti accolti dalle strutture e servizi, esprime il cordoglio per don Roberto. Ci uniamo con la preghiera ai suoi familiari, alla Diocesi e in particolare alla Caritas di Como con la quale abbiamo condiviso tanti momenti del nostro cammino nella Delegazione Caritas Lombardia. Certi che questi fatti ci devono far riflettere sulla grave situazione in cui molte persone versano e come una miseria sempre più cattiva e aggressiva stia segnando la vita di molti fratelli e sorelle, chiediamo a tutti di 'non rendere vana la Croce di Cristo', 'vincendo il male con il bene', e impegnandoci a discernere questo tempo così difficile e complesso".