Il sindacalista Vincenzo Falanga della Uil Fpl
Il sindacalista Vincenzo Falanga della Uil Fpl

Cassina Rizzardi (Como), 26 novembre 2020 - Non bastava il focolaio di Covid in municipio, dove sono rimasti contagiati in sei compreso il sindaco. Adesso a prendersela con l’amministrazione sono i sindacati, la Funzione Pubblica di Uil e Cgil, che chiede di sapere se sono state adottate tutte le misure necessarie a salvaguardare i lavoratori. "Riteniamo che il comportamento avuto da questa amministrazione sia irrispettoso delle prerogative contrattuali e dei protocolli nazionali per far fronte all’emergenza pandemica in corso e riteniamo che il sistema di relazioni sindacali sia oggi inesistente – spiegano Vincenzo Falanga della Uil Fpl e Stefania Macrì della Fp Cgil –. Abbiamo chiesto informazioni sulle misure di contrasto per evitare il propagarsi del virus all’interno del Comune e nulla ci è stato riferito".

Ad indignare i sindacati sono state le dichiarazioni del sindaco, Piergiorgio Bonino, secondo cui il Covid i dipendenti comunali l’avrebbero preso alla macchinetta del caffè. "Dichiarazioni tanto superficiali quanto inopportune – proseguono i sindacalisti -. Piuttosto invitiamo l’amministrazione comunale a dare riscontro alle nostre richieste in merito alle misure organizzative attuate all’interno e verso l’esterno per evitare il contagio e le forme di assembramento, le attività indifferibili e di conseguenza le misure attuative dello smart working in conformità con quanto previsto dall’ultimo Dpcm del 3 novembre 2020. ​In ogni caso  in assenza di riscontro a tutte le nostre istanze e come già comunicato formalmente nei giorni scorsi, si procederà alla dichiarazione formale dello stato di agitazione del personale".

I primi positivi in municipio sono stati riscontrati il 12 novembre, quando un dipendente dell’ufficio tecnico ha manifestato i sintomi del Covid, seguito un paio di giorni dopo da altri due colleghi. I tre dipendenti sono stati sottoposti a isolamento domiciliare e i loro uffici sono stati sanificati domenica 15 novembre. Il martedì successivo ad accusare i sintomi del virus è stato il sindaco Piergiorgio Bonino, che finora era sfuggito al Covid nonostante il suo lavoro di infermiere nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Lugano. Venerdì è stato fatto uno screening in municipio e sono emersi altri due positivi, così sabato è stata organizzata una seconda sanificazione ed è stato intensificato lo smartworking, già in vigore dall’inizio del mese attraverso la turnazione dei dipendenti per garantire un massimo di due persone all’interno di ogni ufficio.