Massimiliano Della Torre
Massimiliano Della Torre

Como, 23 luglio 2019 - Colpito con un pugno al volto in pieno giorno e in pieno centro solo per il fatto di essere gay. Un episodio sconcertante quello capitato sabato mattina a un ragazzo residente in città, Massimiliano Della Torre, aggredito da uno sconosciuto poco prima di raggiungere la fermata del bus. "Erano le dieci ed ero appena uscito di casa – racconta il giovane, conosciuto per essere un attivista Lgbt – mi ero incamminato verso la fermata del bus quando un signore mi ha fermato, chiedendomi se mi chiamassi Max Della Torre, io gli ho risposto di sì e lui mi ha tirato un pugno in faccia dicendo che ero solo “un frocio di merda”. Vorrei dire a questa persona che sono gay, felice di esserlo ma sopratutto fiero della mia vita e delle persone che mi sono state vicine in questo. Io sono Massimiliano, non la mia identità sessuale, sono spensierato, felice, nostalgico, pigro, sorridente, pensieroso, e sì, sono anche gay, ma è solo un dettaglio della mia vita. Mi chiedo cosa sono queste persone che sanno diffondere solo odio. L’omofobia non è un diritto".

Condannano l'aggressione subita dal giovane Fabrizio Baggi e Stefano Rognoni di Rifondazione comunista. "Vogliamo denunciare con forza questo fatto gravissimo e focalizzare l’attenzione sulla pericolosità del clima d’odio e di intolleranza, fomentato anche dal Governo in carica mediante le continue farneticazioni sulla famiglia tradizionale e contro lo svolgimento dei pride – spiegano –. In questo Paese vili episodi come questo sono purtroppo all’ordine del giorno, e a questo proposito rivendichiamo con forza la necessità di varare immediatamente una reale legge che vada a perseguire penalmente i reati legati all’omotransfobia e preveda l’aggravante dell’odio".

Esprime la sua solidarietà al giovane attivista comasco anche Arcigay Varese. "Siamo solidali con Massimiliano per l’accaduto e abbiamo fornito fin dai primi istanti tutta l’assistenza, la disponibilità e il supporto per far sì che venga denunciato l’accaduto alle autorità competenti – spiega il presidente Giovanni Boschini –. Arcigay Varese ha deciso di costituirsi parte civile non appena saranno individuati i responsabili dell’accaduto".

Adesso la parola passa alle forze dell’ordine, impegnate nelle indagini dopo la denuncia presentata da Massimiliano, che comunque non ha parole d’odio verso il suo aggressore. "Mi ha voluto marchiare con un livido, ma quello che più mi ha fatto male è l’ignoranza del gesto che ha compiuto – conclude –. Spero che questa persona si renda conto di quel che ha fatto e soprattutto impari a capire e rispettare il fatto che in questo Paese ci sono anche i gay".