L’ex vigilessa Laura Ziliani
L’ex vigilessa Laura Ziliani

Temù (Brescia), 26 novembre 2021 La scomparsa di Laura Ziliani e il ritrovamento del corpo dell’ex vigilessa di Temù restano avvolti nel giallo. E il mistero sul luogo dove sarebbe stato custodito il cadavere della donna dopo l’omicidio, se possibile si infittisce ancora di più. In carcere restano le due figlie Paola e Silvia Zani e il fidanzato della maggiore, Mirto Milani. Ma per conoscere gli esiti dell’autopsia cui è stato sottoposto il corpo della donna, ritrovato l’8 agosto (a tre mesi dalla scomparsa della donna), si dovrà attendere ancora qualche tempo, poiché il team guidato dal professor Andrea Verzelletti ha chiesto di poter posticipare la consegna del documento, che potrebbe dare molte risposte.

Come è morta Laura? Nei suoi polmoni non c’era acqua, quindi è certo che non sia annegata. E i farmaci che aveva in corpo non avrebbero avuto conseguenze fatali. Il fatto che indossasse abbigliamento da casa fa pensare che non sia arrivata lì da sola ma che sia stata portata sul posto già esanime. Ancora. Il suo corpo è sempre stato dove è stato ritrovato da un bambino oppure ha riposato altrove? Nessuna ipotesi è stata esclusa, sia quella che sia rimasto ai lati della ciclabile dell’Oglio, immerso in un terreno sabbioso, sia che si trovasse 200 metri più a monte e nemmeno che si stato tenuto in un luogo chiuso e all’asciutto, magari una delle tante baite e costruzioni della zona, tra cui ve ne sono molte abbandonate, non ultima una grande ex colonia che si trova dal lato opposto del fiume Oglio, quasi di fronte all’ultima sepoltura di Laura e che in paese è stata ribattezzata la “Casa delle croci“, caratterizzata da presenze che hanno infastidito quando non spaventato gli abitanti della zona.

Qualcuno ipotizza infatti che il corpo di Laura Ziliani possa essere stato tenuto per qualche tempo nella “Casa delle croci“, poiché lo stato di decomposizione e la colonizzazione di insetti indicherebbero che sia stata tenuta in un luogo chiuso. "I movimenti sospetti, le luci e le presenze notturne sono cominciati col primo lockdown – spiega un uomo di Mù solito camminare sulla riva dell’Oglio – noi del posto ce ne siamo resi conto ben presto. In quei periodi molti non residenti, per lo più da Milano, calcoliamo circa 6mila persone, sono saliti alla ricerca di un “rifugio“ dalla Pandemia. Purtroppo tra di essi c’erano anche persone che utilizzavano la casa in modo improprio". All’interno non mancano murales, croci di cui alcune capovolte.

"In paese si vocifera che Mirto frequentasse quella casa – dice un signore di Temù – anche se devo dire che molti di noi hanno smesso ben presto di passare perché non ci sentivamo sicuri". Per mettere la parola fine alla vicenda, che appare ancora delineata da contorni oscuri, si dovrà dunque attendere ancora un po’, anche se gli investigatori paiono da tempo orientati sulla colpevolezza del trio, legato da passioni, sesso e denaro. Una volta concluse le indagini la parola spetterà ai legali e ai giudici.