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3 mar 2022

Motoscafo-assassino "Ma il pilota era lucido"

Brescia, al processo ai due manager per la tragica fine della coppia bresciana ascoltati i periti della difesa che scagionano gli imputati: "L’alcol non c’entra"

I due manager tedeschi immortalati a bordo del loro motoscafo
I due manager tedeschi immortalati a bordo del loro motoscafo
I due manager tedeschi immortalati a bordo del loro motoscafo

Kassen quella sera era "lucido e cosciente, con un grado di vigilanza di livello A. Non ci sono elementi per dire che fosse ubriaco e non in condizione di guidare il motoscafo". Parola di Sabino Pelosi, medico legale di Modena, consulente della difesa dei 2 manager tedeschi che il 19 giugno sul Garda col loro Riva hanno travolto il barchino di Umberto Garzarella, 37 anni, e Greta Nedrotti, 25, uccidendoli. Patrick Kassen e Christian Teissman - il primo tuttora ai domiciliari - rispondono di omicidio colposo pluriaggravato, omissione di soccorso, naufragio. Per il pm Cristina Bonomo erano ubriachi in quel momento, e Kassen guidava il motoscafo a 20 nodi, quando il limite era di 5. Gli imputati la scorsa udienza ammisero di avere bevuto tutto il giorno, negando l’ubriachezza. Dopo l’incidente avevano proseguito la serata con amici al bar dell’hotel Commercio, e qualcuno vedendo Kassen vomitare chiamò l’ambulanza. "Soffro di reflusso" si era giustificato. Pelosi ha confermato che la sintomatologia alcolica attribuita a Kassen è frutto solo di "testimonianze suggestive", e l’alitosi alcolica riferita era legata al reflusso. Il codice di classificazione dell’intervento del 118, in cui si annotava un problema con l’alcol, aveva "valenza ai fini di rendicontazione amministrativa, non di dato clinico". Pelosi ha stigmatizzato il metodo con cui Kassen, unico ad averlo accettato, fu sottoposto all’alcoltest. "Il primo, il 20 giugno, aveva dato un tasso alcolemico di 0,01. Il secondo, il 23 giugno, 0,29. Il dubbio è che il campione sia stato alterato da una cattiva conservazione. Non è stato chiarito perché sia stato ripetuto, e perché sia stato tenuto valido il 2° campione". Quanto alle ferite, "le chiglie hanno agito come una lama, le lesioni non sono dovute alle eliche. Era impossibile salvare Umberto e Greta anche in caso di soccorsi tempestivi". Sulla stessa linea l’altro ...

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