Mense e tangenti Undici arrestati Bufera anche a Flero

Indagine di Finanza e Procura: un giro di regali e assunzioni di mogli

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"Aooo, per 9 anni è apposto qua, fino al 2030 è apposto, u travagghiu l’haiu (il lavoro ce l’ho, ndr), grande vittoria, sono il numero 1, tutto organizzato, tutto, dalla A alla Z, minchia sono uno stratega". Non si può dire che mancasse di autostima Carmelo Sparacino, 62enne di origini ragusane, rappresentante della Fabbro Food spa, anche se forse non aveva previsto di finire in carcere quando una sera di fine ottobre era rientrato in casa euforico nel comunicare alla moglie l’esito favorevole di un appalto da 18 milioni di euro con il Comune di Buccinasco. Secondo la Procura di Milano, Saracino, grazie ai suoi mille contatti, era il protagonista indiscusso di una rete di affari e favori che si sarebbe tradotta in appalti truccati tra quelli aggiudicati dai Comuni dell’hinterland e lombardi forse consapevoli o forse no (il vicesindaco di Mediglia è indagato). Ieri otto persone sono finite ai domiciliari e tre in carcere per queste vicende, tra cui proprio la "leggenda" (parola sua) Sparacino. Per l’accusa, una storia di corruzione diffusa venuta finora allla luce in almeno undici gare per l’affidamento dei servizi di ristorazione in scuole e Rsa e di pulizie in uffici pubblici, per un valore complessivo di 39 milioni di euro. Diversi i comuni coinvolti, da Buccinasco a Cornaredo, da Mediglia a Ranica, nella Bergamasca, e Flero nel Bresciano.

Stando alle indagini, quei contratti generavano una "tangente" compresa fra l’1 e il 3 % del prezzo posto a base d’asta. I nomi che si ritrovano nelle diverse commissioni che preparavano i bandi e in altre commissioni che avrebbero dovuto valutare le offerte erano spesso gli stessi, in virtù della loro indiscussa competenza, ma anche delle rispettive amicizie. Sparacino, ma anche Massimo Manco, dipendente del Comune di Cornaredo, Massimiliano Rottigni, funzionario a Buccinasco, e la dietista Antonietta Monteleone, presenza chiave nelle commissioni per la refezione scolastica. Secondo l’accusa si facevano pagare in denaro e regali, ma anche in assunzioni di mogli o compagne, e persino a rate annuali.