Era il 18 dicembre del 2015 quando un ordigno artigianale esplose fuori  dalla  Polgai
Era il 18 dicembre del 2015 quando un ordigno artigianale esplose fuori dalla Polgai

Brescia, 22 novembre 2019 -  Condannato a tre anni e due mesi per avere dato supporto all’amico latitante. Così si è concluso ieri il processo in abbreviato a Manuel Oxoli, 38enne anarchico bresciano arrestato lo scorso 22 maggio in un’abitazione di Marmentino con lo spagnolo 42enne Juan Antonio Sorroche Fernandez. Ritenuto il regista dell’attentato bombarolo del 12 agosto 2018 davanti alla sede della Lega di Villorba (Treviso) e di quello davanti alla Polgai di Brescia del 18 dicembre 2015, Fernandez, 42 anni, era ricercato dal 2017 quando è stato localizzato a Brescia con l’imputato. Girava con un coltello e una carta d’identità falsa (vicenda già sfociata in una condanna a due anni e mezzo). In quel frangente erano state rinvenute nelle disponibilità degli anarchici due pentole a pressione Lagostina sulle quali è in corso una perizia per stabilire un’eventuale compatibilità con quelle esplose nei due attentati.

Per Oxoli, che rispondeva di favoreggiamento e di procurata inosservanza dell’esecuzione della pena destinata all’amico (aggravati dalla finalità di terrorismo), il pm Erica Battaglia aveva chiesto tre anni e quattro mesi. L’avvocato Sergio Pezzucchi, che lo difende, aveva invece spinto per l’assoluzione. "Manuel è innocente – spiega il legale -. Il giudice però ha confermato impianto accusatorio. Tra 90 giorni avremo le motivazioni, poi appelleremo".

Il gup si è riservato sull’ennesima richiesta di ammorbidimento della misura cautelare nei confronti di Oxoli, in cella a Monza. "Speriamo di trasferirlo ai domiciliari". Fuori dal palagiustizia una quarantina di antagonisti hanno portato la loro solidarietà al ‘compagno’. Che nelle scorse ore ha fatto loro pervenire una lettera di ringraziamento.