REDAZIONE BRESCIA

La battaglia dei sindaci: "Guadagna solo lo Stato"

Brescia, i primi cittadini sono stanchi di pagare il costo sociale della ludopatia

Cesare Sambrici, sindaco di Caino

Cesare Sambrici, sindaco di Caino

Sindaci in prima linea contro l’azzardo patologico, ma con le armi spuntate. Lo sottolinea Cesare Sambrici, sindaco del comune di Caino, piccolo comune vicino a Brescia che risulta tra quelli in cui la giocata media pro-capite è il doppio della media nazionale nel 2023, secondo i dati elaborati da Federconsumatori e Isconn. "Lo scorso anno sono stati spesi più di 6,5 milioni di euro per l’azzardo online - spiega Sambrici -. Per fare un paragone, il nostro bilancio è di 2,5 milioni, si capisce che è una cosa abnorme che non mi sarei aspettato". Di slot, in paese, non ce ne sono molte, e ciò vuol dire che si gioca soprattutto in casa, dove è più facile nascondere i segnali della dipendenza. "Noi ci siamo attivati subito con alcune iniziative insieme a Comunità montana della Valtrompia ed a Civitas, società in-house. Facciamo volantini con i numeri di riferimento per trattare questa patologia, perché di malattia si tratta. Li distribuiamo di casa in casa, perché abbiamo capito che le persone giocano lì, si vergognano anche ad andare alla macchinetta. I volantini servono soprattutto per i famigliari, per aiutarli a capire se c’è effettivamente una dipendenza e fornir loro degli strumenti per affrontarla".

All’orizzonte si profilano, però, novità non positive. L’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo ‘Mettiamoci in gioco’ e la Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II hanno lanciato l’allarme per l’impatto che la manovra 2025 potrebbe avere nel contrasto alla ludopatia: la bozza prevede l’abolizione dell’Osservatorio e del Fondo per il gap, a favore della nascita di un osservatorio ed un fondo su tutte le dipendenze; al contempo, viene aggiunta un’estrazione settimanale per Lotto e Superenalotto.

"Purtroppo quello che lo Stato guadagna dal gioco d’azzardo è probabilmente meno di quello che si perde in termini di spesa sociale. Ormai – continua Sambrici – i Governi dicono sempre che la coperta è corta ed i tagli li fanno sui temi sociali. E poi restiamo noi Comuni, in prima linea, a vedere persone che conosciamo che vanno in rovina, famiglie che si sfasciano. E quando vengono a chiedere aiuto, non sappiamo che risposte dare. Per fortuna ci sono enti come, nel mio caso Civitas o la Comunità montana, ma in generale è come andare alla guerra senza armi".

F.P.