Fiumi e laghi di Lombardia: un campione d’acqua su cinque inquinato

L’ultimo rapporto Arpa mostra che nell’88% dei casi i valori di acidi prodotti dall’uomo (Pfos) sono fuori media

Dalle analisi dell'acqua di fiumi e  laghi lombardi emergono dati preoccupanti (Foto archivio)
Dalle analisi dell'acqua di fiumi e laghi lombardi emergono dati preoccupanti (Foto archivio)

Le restrizioni all’uso stanno portando a una graduale riduzione delle concentrazioni, ma per ora i Pfas (acronimo inglese di “perfluorinated alkylated substances”, in sostanza composti chimici detti “di sintesi” generalmente prodotti delle industrie) continuano a esser presenti capillarmente nelle acque, superficiali e sotterranee.

Anzi, la siccità del 2022 ha avuto, tra le sue conseguenze, anche quella di far aumentare in alcuni casi le concentrazioni di Pfos, in particolare nel Ticino, Seveso e fiume Olona, dove, in concomitanza con le scarse portate in alveo, si sono registrate le concentrazioni massime. Sono proprio i Pfos (sostanza del gruppo Pfas) a esser maggiormente presenti nelle acque lombarde.

Secondo il nuovo rapporto di Arpa Lombardia, nei corpi idrici superficiali i superamenti diffusi dello standard di qualità medio annuo riguardano proprio i Pfos (73% dei corsi d’acqua, 56% dei laghi). Anche nelle acque sotterranee è stata confermata la presenza di Pfos nel 69% dei campioni analizzati, ma con isolati superamenti (2%), del valore soglia, che però è molto meno restrittivo di quello delle acque superficiali. I superamenti si sono osservati in particolare nella fascia dell’alta-media pianura lombarda e con valori massimi più frequenti nella media pianura Lambro-Adda.

Il rapporto 

Cosa dice il rapporto Arpa appena pubblicato? Rispetto al 2021, nel 2022 aumentano i campioni con concentrazioni sopra il limite di quantificazione: erano il 17% nel 2021, sono il 21% nel 2022. Per i Pfos, però, la percentuale è decisamente più alta: sono l’88% nel 2022, in aumento rispetto all’81% del 2021. Ciò si spiega anche con l’aumento dei punti di campionamento proprio nelle aree dove negli anni precedenti c’erano stati maggiori riscontri. Tra i laghi, l’Idroscalo è il bacino col maggior numero di congeneri (fino a 5) nei medesimi campioni in tutte le campagne di monitoraggio del 2022. Solo per il Pfos il dato, però, è sopra la gli standard di qualità ambientali espressi come media annua, con una concentrazione media di 9 ng/l (nanogrammo per litro) sopra lo 0,65 ng/l.

Per quanto riguarda i corsi d’acqua, ben l’83% dei campioni quantificati ha mostrato il superamento dei Pfos (tutti sono sotto, però, gli standard di Qualità Ambientale - Concentrazione Massima Ammissibile). Le concentrazioni massime risultano stabilmente superiori a 10 ng/l nello Scolmatore Piene Nord Ovest (Milano),  roggia Vernavola, sull’Erbognone e Olona (Pavia), Cresmiero (Cremona), torrente Seveso (Como, Monza, Milano). Per quanto riguarda le acque reflue, invece, in 6 dei 25 depuratori monitorati è stato rilevato almeno un composto Pfas: si tratta di quelli di Mortara, Olgiate Olona, Carimate, Lurano, Casalmaggiore e Belgioioso.