L'ingresso della scuola di polizia dove è avvenuta l'esplosione
L'ingresso della scuola di polizia dove è avvenuta l'esplosione

Brescia, 18 dicembre 2015 -  Attentato alla caserma della scuola di Polizia giudiziaria amministrativa investigativa a Brescia. Alle 4.35 una forte esplosione ha rotto il silenzio. Secondo prime ricostruzioni si tratta di un attentato con  un ordigno esplosivo non convenzionale, una pentola a pressione riempita di polvere pirica. Secondo quanto emerso per far esplodere l'ordigno sarebbe stato utilizzato un timer. La circostanza si desume dal fatto che trascorrono 13 minuti dal momento in cui le telecamere inquadrano una persona (a quanto si apprende da fonti investigative si tratterebbe di un giovane col volto coperto, apparentemente giovane e atletico) depositare una borsa con l'ordigno e il momento dello scoppio. Non si sono registrati feriti e i danni sono limitati. A rimanere danneggiato è stato solo il portone in via Veneto, che affaccia direttamente in strada, e una finestra. Secondo una nota ufficiale della Polizia "al momento non vi è nessuna rivendicazione del fatto criminoso" ma le indagini della Digos di Brescia, a quanto si è appreso, si concentrerebbero sul mondo anarchico. Posti di blocco sono stati disposti in tutta la provincia di Brescia, in particolare lungo le tangenziali. Secondo quanto riferito dall'Ansa, la Procura di Brescia procederà per il reato di "atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi".

ALFANO - Le indagini sull'ordigno artigianale esploso a Brescia questa mattina hanno un punto certo: "esclusa la matrice di terrorismo internazionale". il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "In questo momento ci sono indagini in corso - spiega - sembra esclusa, ci sentiamo di escludere, una pista di matrice terroristica internazionale, in resto è nelle mani della magistratura". Il titolare del Viminale aggiunge subito che la polizia "non si fa intimidire né dall'ordigno né da qualsiasi altra cosa". Alfano ha espresso al Capo della polizia, Alessandro Pansa, e al questore di Brescia la sua "piu' forte vicinanza", e ha ricordato come la Questura di Brescia "si è molto distinta in questi mesi per indagini molto importanti. Siamo al loro fianco", ha concluso.

DICEMBRE NERO -  Intorno alle metà di novembre, su internet è stato fatto circolare un documento dal titolo 'Prigioni greche per una nuova posizione di lotta dell' insurrezione anarchica per un dicembre nero'. Nel documento si faceva riferimento a "un mese di azioni coordinate per conoscerci tra noi, uscire in strada e distruggere le vetrine del grandi magazzini, occupare scuole, università e municipi, distribuire testi che diffonderanno un messaggio di ribellione". Nel documento si invitava a "piazzare ordigni esplosivi contro fascisti e padroni, esporre striscioni su ponti e strade, sommergere le città di manifesti e volantini, far saltare le case dei politici, lanciare molotov contro la polizia". Un invito, quello "per un dicembre nero" che potrebbe ricollegarsi all'esplosione davanti alla sede della Polgai. La campagna 'Dicembre nero', nelle intenzioni del promotore, dovrebbe servire come "detonatore della ripresa dell'insurrezione anarchica dentro e fuori le prigioni".

POLGAI - La Pol.G.A.I. è la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa Investigativa della Polizia di Stato ed è stata istituita ufficialmente nel giugno del 1967. "La Scuola, specializzata nell'insegnamento delle tecniche di polizia giudiziaria, criminale e investigativa - si legge nel sito ufficiale della Polizia - ha come obiettivo primario quello di trasmettere conoscenze, competenze abilità all'investigatore della Polizia di Stato per meglio utilizzare tutti gli strumenti giuridici, tecnici operativi ed interdisciplinari disponibili per il contrasto ai fenomeni criminali". La Polgai si trova a Brescia all'interno di un grande complesso con 270 posti letto, aule studio e aree polifunzionali tra cui un poligono di tiro di 50 metri e sale per la simulazione delle tecniche investigative.

REAZIONI - "Esprimo totale condanna per l'attentato di questa notte e massima solidarieta' alla Polizia di Stato, alla Questura di Brescia e a tutti gli uomini e donne in divisa, che, quotidianamente, si impegnano per la tutela della nostra sicurezza e la difesa della nostra democrazia". Lo fa dice il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.