Souad Allou

Brescia, 9 giugno 2018 - "È assolutamente certo che Souad Alloumi non si sia volontariamente allontanata senza lasciare traccia nella propria abitazione nella notte tra il 3 e il 4 giugno". È quanto scrive il gip di Brescia convalidando il fermo e la custodia in carcere nei confronti del 50enne Abdelmjid El Biti accusato di aver ucciso la moglie e di averne occultato il cadavere. "Ascoltata in audizione protetta la figlia di nove anni - scrive il gip - ha spiegato che la notte del 3 giugno padre e madre litigavano 'a voce alta arrabbiate'. E - prosegue il gip - la bambina quella sera ha riferito che il padre l'aveva avvertita di stare attenta perché la madre poteva andare da qualche parte e lasciarli a casa da soli, cosa che rende manifesto come il gesto sia stato premeditato". Il giudice ha poi riportato le testimonianza di un'amica della 29enne marocchina. "Souad - ha fatto mettere a verbale l'amica - mi spiegava che lui l'aveva minacciata di morte dicendole che l'avrebbe uccisa se avesse scoperto che aveva un altro uomo". Da quanto ricostruito la ragazza da qualche settimana frequentava un coetaneo sudamericano. Abdelmjid El Biti avrebbe voluto portare i figli in Marocco, aveva prelevato ottomila euro in contanti e aveva i documenti dei figli validi per l'espatrio. 

Questa mattina, l'uomo ha fatto scena muta davanti al giudice delle indagini preliminari. Si è così avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ad incastrarlo ci sarebbero i frame di un video ripresi dalla telecamera di un bar dove si vede il 50enne mentre trasporta un fagotto pesante avvolto in un sacco nero fino all'auto.  La telecamera intorno alle 4.20 di lunedì mattina avrebbe inquadrato il 50enne mentre trascinava un pesante sacco nero nel cortile dell’abitazione verso la propria automobile, parcheggiata davanti al cancello del passo carraio. "Le immagini sono chiare – si lascia scappare chi tra gli inquirenti ha visto il video -. Dentro quel sacco si distingue la sagoma di una persona".

Nel primo interrogatorio di garanzia El Biti aveva  sostenuto di non aver ucciso l'ex moglie e di non sapere nulla di quel sacco. L'avvocato Gianfranco Abate (che ha rimesso il mandato), ha  chiesto al gip di non convalidare il fermo. Per il legale non ci sarebbero elementi a carico del marocchino e il giudice Lorenzo Benini si è riservato la decisione sulla convalida del fermo. Intanto della donna scomparsa non c'è traccia.

A denunciare la scomparsa della 29enne, che dallo scorso autunno lavorava come donna delle pulizie in una casa privata e in un ristorante della zona nord della città, è stato proprio El Biti, che nel frattempo, aveva lasciato i figli da soli (i piccoli avevano chiesto aiuto ai vicini) nella casa di via Milano, dopo avere trascorso con loro il fine settimana. Gli agenti non gli hanno creduto. L’uomo in passato era stato infatti denunciato dalla 29enne per maltrattamenti.