
Brescia, sono salite a nove le persone coinvolte nell’assassinio di Ranjit Singh
Sono salite a nove le persone arrestate per l’omicidio di Ranjit Singh, consumatosi la vigilia di Natale del 2023 a Brescia, in un parcheggio di via Milano (nella foto). Le indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale di Brescia in collaborazione con le stazioni del territorio continuano a rivelare nuovi dettagli e portare all’arresto di altri sospettati. Secondo quanto riferito, due nuovi arrestati, un 26enne di Leno e un 23enne di Pavone Mella, entrambi di origine indiana-pakistana ma con nazionalità italiana , avrebbero avuto "un ruolo organizzativo ed esecutivo" nell’agguato a colpi di coltello che è costato la vita al 51enne Ranjit Singh. L’omicidio sarebbe maturato all’interno di una faida tra la vittima e il presunto mandante, anch’egli di nazionalità indiana e titolare di un’azienda: Sanjeev Kumar, imprenditore edile 47enne di Bagnolo Mella. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Ranjit Singh sarebbe stato ucciso in risposta a un incendio doloso di alcuni mezzi di proprietà del sospettato mandante. Quest’ultimo ha però contestato l’ipotesi degli inquirenti, chiedendo di essere interrogato in carcere e fornendo una propria versione dei fatti, che vedrebbe colpevole un suo dipendente aiutato dalle altre persone e lui. Le forze dell’ordine hanno rintracciato, arrestato ed estradato dalla Gran Bretagna un terzo soggetto, ritenuto parte del gruppo di presunti esecutori materiali del delitto, fuggito all’estero dopo il crimine. L’uomo risulta risiedere a san Giovanni in Croce in provincia di Cremona e anche lui ha origini asiatiche. L’accusa per gli ultimi arrestati è di concorso in omicidio con l’aggravante della premeditazione. A Incastrare il gruppo di stranieri e italiani sono state le telecamere installate nella zona, che hanno ripreso il gruppetto mentre arrivava in via Milano, a casa della vittima, per allontanarsi di tutta fretta. Milla Prandelli