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12 apr 2022

Brescia unica città lombarda nella top 10 italiana del crimine organizzato

Edilizia e scommesse, non infiltrazioni ma presenza strutturale

federica pacella
Cronaca
Monica Forte presiede la Commissione anti-mafia Lombardia: "Combattere una singola organizzazione è complesso Figurarsi poi se fanno sistema"
Monica Forte presiede la Commissione anti-mafia Lombardia

Brescia, 13 aprile 2022 - Troppi cambi al vertice nelle imprese: allerta per la presenza di criminalità organizzata a Brescia. Secondo l’ultimo monitor sull’antiriciclaggio (Aml Monitor 2021) di Cerved pubblicato a marzo, quella bresciana è tra le prime dieci province italiane per incidenza di titolari effettivi subentrati sul totale delle imprese. Il dato è considerato tra i parametri “alert“, utili a individuare i settori e i territori più esposti al rischio riciclaggio e infiltrazione della criminalità organizzata nelle imprese, messe a dura prova da difficoltà economiche e carenza di liquidità. Brescia ha registrato 1.038 titolari effettivi subentrati, di cui 96 solo nel settore edilizia; in Lombardia, per valori assoluti, ci sono anche Milano (3.925) e Bergamo (849). Andando a vedere però l’incidenza sul totale delle imprese, Brescia è l’unica lombarda nella top 10 italiana, con una percentuale del 4,3% a fronte della media nazionale del 3,7% (prima Roma, con il 4,7%).

I settori più interessati sono edilizia, giochi e scommesse, ingrosso di autoveicoli. "Il dato – spiega Monica Forte, presidente della Commissione anti-mafia Lombardia – va letto in relazione all’alto numero di imprese, soprattutto piccole e medie, colpite dalla crisi, che sono terreno fertile per gli assalti delle mafie attraverso estorsione e usura. L’attenzione deve continuare a crescere soprattutto in vista degli investimenti legati al Pnrr, per evitare di scoprire che, al termine di un percorso che dovrebbe far riprendere l’economia, gran parte della ricchezza sia in realtà finita nelle mani della criminalità organizzata". Parlare di infiltrazioni è ormai scorretto, perché la presenza è strutturale: basti pensare che Brescia conta 142 beni confiscati alla mafia, al secondo posto dopo Milano (98 sono già assegnati). "Dalla relazione della Dia sul primo semestre 2021 – prosegue Forte – si evidenzia l’approccio consortile. Mafia e camorra, che operavano coordinandosi nella gestione territoriale, hanno dato vita a vere e proprie consorterie".

 

 

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