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23 mar 2022

Caffaro, la bonifica delle aree private è ancora ferma

Le aree agricole a sud dello stabilimento e i giardini privati sono ancora contaminati

I carabinieri all’ingresso della Caffaro di Brescia
I carabinieri all’ingresso della Caffaro di Brescia
I carabinieri all’ingresso della Caffaro di Brescia

Se la bonifica del sito industriale Caffaro, in via Milano, è ormai instradata, resta da definire cosa fare nelle aree private, ovvero le aree agricole a sud dello stabilimento ed i giardini privati che sono stati contaminati da Pcb e diossine. Il tema è stato portato all’attenzione degli enti coinvolti (Ministero, Regione, Commissario straordinario) dal sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, in una lettera inviata qualche settimana fa, anche se la questione è sul tavolo da sempre. Per le aree agricole, potrebbero arrivare presto 15 milioni di euro, dal maxi risarcimento da 250 milioni che LivaNova (multinazionale in cui è confluita Sorin, scorporata da Snia, ritenuta responsabile della contaminazione nel Sin Caffaro) dovrà versare nel giro di poche settimane al ministero dell’Ambiente per il sito bresciano. La cifra dovrebbe coprire gli interventi di bioremediation dei 100 ettari di aree agricole comprese nel Sin, dove sarebbe insostenibile l’escavazione ed asportazione del terreno inquinato. Quanto alle aree private (40 ettari quelle residenziali nel Sin) bisognerà capire se il pubblico posssa intervenire a sue spese per bonificare aree private.

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