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27 mag 2022

Brescia, senza diritti un minore su quattro

Nati e cresciuti in città dove frequentano regolarmente le scuole, 8.548 ragazzi di origine straniera non hanno cittadinanza

27 mag 2022
federica pacella
Cronaca
Studenti all’ingresso di una scuola
Studenti all’ingresso di una scuola
Studenti all’ingresso di una scuola
Studenti all’ingresso di una scuola
Studenti all’ingresso di una scuola
Studenti all’ingresso di una scuola

di Federica Pacella

Nati e cresciuti a Brescia, dove frequentano regolarmente le scuole, ma senza i diritti di cittadinanza perché provenienti da una famiglia straniera: una realtà che, a Brescia, riguarda quasi un minore su 4. Sono, infatti, 8548 i minori tra 0 e 17 anni di origine straniera nel capoluogo, con un’incidenza di quasi il 25% (la media nazionale è del 10%). La strada per la cittadinanza è lastricata di difficoltà tra criteri stringenti, difficoltà di reperire i documenti e tempi lunghi, frutto di una normativa che ha ormai 30 anni di età. Per questo la rete ‘Restiamo umani’ ha presentato la petizione per chiedere al Comune di prender posizione e chiedere al Governo di modificare la legge in modo da favorire la tutela dei diritti per chi nasce, studia e vive nel nostro Paese. Ieri c’è stato il primo passaggio formale in commissione Sicurezza, dove il dibattito non è entrato nel merito del tema, ma si concentrato sull’opportunità della petizione. Lega e Fratelli d’Italia, in particolare, hanno sottolineato la mancanza di competenze del Comune. "Non capisco se è una strumentalizzazione – commenta Mattia Margaroli (FdI) – ma è evidente che si vuole andare a parare su un dibattito politico". Davide Giori (Lega) ha evidenziato la rapidità con cui la petizione, protocollata a febbraio, sia già arrivata in commissione e ha contestato la vaghezza del contenuto, che non fa riferimento al meccanismo da adottare (ius soli, scholae). "Questo è un valore aggiunto – ribatte il presidente del Consiglio, Roberto Cammarata, che dovrà redigere la relazione di accompagnamento per la discussione in consiglio comunale – è una delicatezza che i cittadini hanno avuto verso l’autonomia del Comune". Per Donatella Albini (Sinistra a Brescia), "il Comune deve occuparsi del tema, perché questi sono nostri cittadini", mentre Andrea Curcio (Pd) sottolinea che "il Consiglio comunale non è una qualunque riunione di condominio che si occupa solo di problemi contingenti". Per la portavoce dei promotori, Siria Garattini, se è vero che la discussione in Parlamento sulla bozza di testo dell’onorevole Brescia per lo ius scholae è stata calendarizzata per il 24 giugno, è altrettanto vero che non è escluso che la proposta si areni.

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