Valanga in Svizzera. Alpinisti in lutto per Luca e Fabio morti sul Piz Grevasalvas

A provocare la maxi-slavina, probabilmente, il loro stesso passaggio ma lo chiarirà l’inchiesta avviata dalla polizia cantonale dei Grigioni.

Valanga in Svizzera. Alpinisti in lutto per Luca e Fabio morti sul Piz Grevasalvas

Valanga in Svizzera. Alpinisti in lutto per Luca e Fabio morti sul Piz Grevasalvas

REZZAGO (Como)

Lo sci alpinista ferroviere diviso fra la passione per le lezioni sulla neve ai suoi ragazzi del Cai e le battaglie sindacali e l’ingegnere surfista delle grandi imprese alpinistiche che "insegnava ai bimbi a scalare i loro sogni". Una vita, la loro, spezzata in una manciata di secondi. Una lastra di ghiaccio, di grosse dimensioni, che, all’improvviso, mentre si trovavano a un’altezza di oltre 2.800 metri li ha travolti quando erano impegnati nella fase di discesa dal Pizzo Grevasalvas, in Engadina, in Svizzera.

I due componenti del terzetto di alpinisti lombardi non hanno avuto scampo. La valanga ha ucciso nell’immediatezza dell’impatto Luca Laurin, 42 anni, nato a Lecco, ma residente nella provincia di Monza e Brianza e componente di spicco del Cai di Lissone, dove abitava con la moglie e la figlia: qui gestiva per il sodalizio una palestra di arrampicata all’interno di una scuola, dove cresceva le nuove leve dell’alpinismo fra cui la figlia sua allieva con gli altri giovanissimi.

I soccorritori svizzeri, invece, hanno trovato ancora in vita, dopo le ricerche con i cani da valanga, l’amico e coetaneo Fabio De Marco, anch’egli originario del capoluogo manzoniano, ma residente con la famiglia a Rezzago, nel Comasco, istruttore di alpinismo e sci-alpinismo della scuola Alto Lario di Cantù, Asso e Canzo. È spirato, qualche ora dopo il ricovero, nell’ospedale cantonale di Coira, dove era stato trasferito d’urgenza con un elicottero della Rega, l’equivalente della lombarda Areu.

Ora la Polizia Cantonale, diretta dalla locale autorità giudiziaria, è impegnata a fare piena luce sull’accaduto. La parete dalla quale stavano scendendo avrebbe avuto una pendenza di circa il 40 per cento. A provocare la maxi-slavina, probabilmente, il loro stesso passaggio, ma lo chiarirà l’inchiesta.

La disgrazia si è verificata nella tarda mattinata di giovedì e soltanto ieri sono emerse con maggiore precisione le dimensioni della tragedia che ha visto un terzo componente della spedizione, di 32 anni, per fortuna uscire illeso dall’incidente.

Quando i soccorritori elvetici sono giunti sul posto hanno trovato il 32enne impegnato a scavare nella neve, nel disperato tentativo di estrarre dalla coltre bianca i due amici.

"Oggi è purtroppo mancato un nostro amico e collega istruttore, Fabio De Marco - scrive in un post la scuola Alto Lario - coinvolto in un incidente da valanga al Grevasalvas. La Scuola tutta è vicina alla sua famiglia per la grave perdita".

Fabio lavorava come manutentore di Trenord Milano.

"L’intera struttura della Fit Cisl - si legge nella pagina Facebook del sindacato - partecipa commossa al dolore della famiglia, a quello di sua moglie Chiara e della piccola figlia Maria Sole. Ringraziamo le tantissime persone (colleghi di reparto, organizzazioni sindacali e gerarchie aziendali) che, in queste ore, ci hanno manifestato il proprio cordoglio e vicinanza. Fabio era coordinatore Rsu di Trenord, ma soprattutto persona dal grande cuore. In questi momenti di incredulità solo il ricordo del suo sorriso rende meno terribile il nostro dolore".

Il luogo nel quale è avvenuto l’improvviso distacco valanghivo si trova in un massiccio montuoso nel quale quel giorno il pericolo valanghe era indicato come medio-basso, ossia 2 moderato, in una scala europea che prevede cinque pioli. Anche se quel versante, quello nord, è il più ripido e dunque sempre un po’ più pericoloso.