Bergamo, ragazza si inventa uno stupro e il padre organizza un raid punitivo

L’accusato di violenza sessuale, un ventenne, venne prosciolto. Il genitore, con il fidanzatino della ragazza e altri due giovani, mise subito in atto un pestaggio: è stato condannato a 5 anni

Dopo il pestaggio intervenne la polizia (foto di repertorio)

Dopo il pestaggio intervenne la polizia (foto di repertorio).

A suo modo un figlio dei fiori fuori tempo massimo. Ha 23 anni, vive in un camper con cui si sposta, anche per lavoro. Con l’avvocato Marongiu in un primo momento ha dovuto difendersi dalla pesante accusa per una presunta violenza sessuale ai danni di una sua amica, all’epoca dei fatti minorenne, ora ventunenne. Alla fine la posizione del giovane è stata archiviata definitivamente.

Episodio che si intreccia con un secondo filone di un processo che ha visto sul banco degli accusati il papà della ragazzina, M.P. 52 anni, origini milanesi, che doveva rispondere di lesioni, rapina in concorso, il fidanzatino della figlia, e due amici, tutti minorenni all’epoca. Autori di una vera e propria spedizione punitiva nei confronti del ventitreenne.

Un pestaggio in piena regola a colpi di spranga e non solo. L’imputato, presente in aula, assistito dall’avvocato Stocchiero, (che ha chiesto l’assoluzione) è stato condannato a 5 anni e 6 mesi dal tribunale collegiale (presidente Giovanni Petillo). La stessa richiesta formulata dal pm Mandurino.

Due imputati se la sono cavata con la messa alla prova, mentre la presunta vittima e il quarto giovanissimo imputato sono a processo al tribunale dei minori di Brescia. Devono rispondere anche di danneggiamento. I fatti sono del settembre 2020, a Sorisole. I carabinieri inviano una pattuglia per un’aggressione subita da un ragazzo.

Cosa era successo? Un passo indietro. La ragazzina e il ventitreenne alcuni giorni prima si erano sentiti al cellulare: lei lo cercava. Si accordano per incontrarsi. La vittima arriva con il camper dove fa salire la ragazza. Quest’ultima confida di avere una "storia", una relazione aperta. Lui chiede alla ragazza se le va un massaggio alla schiena: accetta. Lei si spoglia, lui inizia a toccarle la schiena. Preliminari di un rapporto consenziente, ma non vanno oltre. E si arriva alla sera del pestaggio. La ragazzina, con alcuni problemi, racconta al padre di essere stata violentata dall’amico. Scatta la spedizione punitiva per la quale si è celebrato il processo.