Trovato nello spazio profondo l’ultimo mistero di Einstein: "Una scoperta straordinaria"

A 39mila anni luce dalla Terra individuato un "oggetto misterioso" mai visto prima. A firmare lo studio lo scienziato bergamasco Andrea Possenti: "Ora testeremo la relatività"

Treviglio (Bergamo) - Un oggetto misterioso scoperto all’interno dell’ammasso globulare visibile nella costellazione della Colomba ad oltre 39mila anni luce dalla Terra è al centro di un’importante scoperta scientifico-astronomica di livello internazionale della quale ha dato notizia lo scorso giovedì la prestigiosa rivista americana ‘Science’.

L’annuncio è stato confermato in Italia dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e dall’Università di Bologna. Del team che l’ha effettuata fa parte, insieme ad altri colleghi italiani e stranieri, lo scienziato Andrea Possenti di Treviglio, dirigente di ricerca Inaf all’Osservatorio Astronomico di Cagliari e già autore di altre scoperte scientifiche riguardanti soprattutto le pulsar e le onde gravitazionali.

Il ricercatore bergamasco Andrea Possenti
Il ricercatore bergamasco Andrea Possenti

Cosa ci dice questa scoperta?

"Grazie allo strumento sudafricano Meerkat, ad oggi il più potente radiotelescopio che può osservare il cielo meridionale, si è scoperto un oggetto di natura al momento misteriosa, che porta alla seguente domanda: si è identificato il buco nero più leggero oppure la stella di neutroni più pesante?".

Ci spiega di che cosa si tratta?

"Tutto parte dalle ricerche di un team internazionale di astronomi, guidato da ricercatori dell’Istituto Max Planck per la Radioastronomia di Bonn e a cui partecipano scienziati italiani dell’Inaf e dell’Università di Bologna, che ha sfruttato appunto la sensibilità dell’antenna del radiotelescopio sudafricano MeerKat per scoprire un oggetto massiccio dalle caratteristiche uniche: è più pesante di tutte le stelle di neutroni conosciute e allo stesso tempo è più leggero dei buchi neri più leggeri trovati finora".

Si fa riferimento anche alla teoria generale di Einstein. Come e perché?

"Quello che definiamo ‘l’indagato speciale’ è in orbita attorno ad una pulsar al millisecondo in rapida rotazione: le pulsar, delle quali mi occupo personalmente da anni, sono stelle di neutroni che si originano nel collasso finale di stelle ordinarie molto massicce, in coincidenza con la associata esplosione di supernova. Questa potrebbe essere la prima scoperta del tanto ambito sistema binario radiopulsar/buco nero, ovvero una coppia stellare che consentirebbe nuovi test della teoria generale di Einstein. A proposito delle pulsar, è bene sapere che sono i resti compatti (una ventina di chilometri di diametro) ed estremamente densi derivati da potenti esplosioni di supernova. Oltre ad essere interessanti per se stesse le pulsar sono eccezionali strumenti di laboratorio per indagare le stelle che ne condividono l’orbita e gli effetti della teoria della relatività generale sull’orbita stessa".