La leggenda infinita di Simone Pianetti, il bandito col fucile della Val Brembana: un secolo dopo il volto baffuto fa il giro del mondo

Bergamo, nel 1914 uccise sette persone per vendetta. Sparì e non venne ritrovato. I suoi adesivi sono “virali”. E il malvivente è diventato fonte di ispirazione per libri, musica e podcast

Simone Pianetti e l'adesivo a lui dedicato

Simone Pianetti e l'adesivo a lui dedicato

Bergamo, 18 gennaio 2024 – Leggenda, mito, altro ancora. Non accenna a esaurirsi l’onda lunga legata alla figura del giustiziere solitario. Il 13 luglio 1914 Simone Pianetti esce dalla sua casa di San Giovanni Bianco, in Val Brembana, imbracciando un fucile a tre canne. In tasca ha una lista con i nomi di una quarantina di persone. Ne uccide sette, fra Camerata Cornello e San Giovanni Bianco: il medico condotto, il segretario comunale e sua figlia, il giudice conciliatore, il parroco, il messo comunale, una contadina. Ai suoi occhi, resi ciechi dall’odio, sono colpevoli di non avere curato bene uno dei figli, di avere provocato il fallimento della sua locanda con sala da ballo e la chiusura di un mulino elettrico, di avere osteggiato un tentativo di carriera politica (liberale contro il blocco cattolico-conservatore che controlla la zona), di non avere pagato un sacco di farina. Compiuta la mattanza, Pianetti prende la strada della montagna. Non lo rivedranno più. Viene condannato all’ergastolo in contumacia.

Gli adesivi

È il 2017 quando a Bergamo e in alcuni centri della provincia vengono affissi adesivi con l’immagine di un volto baffuto e poche parole: “Simone Pianetti (1858-...) Uno in ogni paese!”. "Gli adesivi - dice Denis Pianetti, pronipote e biografo con il libro “Cronaca di una vendetta. La vera storia di Simone Pianetti” - in questi anni sono continuati a comparire nella Bergamasca. Sono stato il primo a esserne sorpreso. Una mappa di dove sono presenti è sul profilo Instagram simonepianetti58, gestito da un anonimo appassionato della vicenda.

Con una ricerca sullo stesso profilo ho potuto constatare il proliferare di questi adesivi nel mondo: in Irlanda, nella capitale Dublino, in Austria, Croazia, Finlandia, per la precisione, a Rovaniemi, capoluogo della Lapponia, in Marocco, in Costa Rica, a Cuba, in Giappone, persino a Capo Nord. Ma si sono visti anche in Grecia, Romania, Francia, Spagna. Lo stesso profilo ha pubblicato le foto di alcuni tatuaggi. A una delle rappresentazioni teatrali dedicate a Simone ho incontrato uno spettatore di Garlasco che aveva la sua effigie tatuata su una spalla".

Pianetti in musica, in libreria, a teatro, negli ultimi anni. Il debutto fra le note è stato con la canzone dei Folkstone “Simone Pianetti”, poi ripresa dalla banda folk-metal Barad Guldur. L’ultimo brano è “Rapcap n.2”, composto dal rapper Pedar, per il podcast “Il caso Pianetti”, della serie “nonapritequellapodcast”, con J-Ax e Matteo Lenardon. “Simone Pianetti. Il diavolo anarchico” è lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Gianfilippo Maria Falsina Lamberti, messo in scena dalla Compagnia Grand Guignol de Milan.

La figura del bandito ha sempre affascinato i burattinai. Pochi anni dopo la strage la storia di Pianetti venne ripresa dai burattinai nella Bassa bergamasca, nel Cremonese e nel Bresciano, e la tradizione è arrivata fino a oggi con Giacomo Onofrio, figlio e nipote di burattinai, scomparso nel 2021. Simone Pianetti occhieggia in libreria. “Ballata per le nostre anime” di Mauro Garofalo, pubblicato nel 2020, è una sorta di Spoon River, dove a parlare sono le vittime del furore di Pianetti.

In “Il disertore e il giustiziere”, uscito nel 2022, il medico e scrittore bergamasco Paolo Bertacchi immagina un incontro fra un soldato disertore della Grande Guerra e il fuggiasco Pianetti, l’unico a offrirgli aiuto. Il romanzo di Diego Gelmini “Vittima o carnefice?” ha come protagonista un giovane giornalista inviato nella valle bergamasca subito dopo l’eccidio per ricostruirlo e cercare di comprendere le ragioni che hanno spinto Pianetti a compierlo. Una pagina facebook del libro di Denis Pianetti, giunto alla terza edizione.

E ancora. Il caso Pianetti è stato approfondito da Enrico Ruggeri nel programma “Il falco e il gabbiano”, su Radio24, con un audio documentario. Da anni si parla di un film e di una serie televisiva. “The strange & disturbing case of Simone Pianetti”, sul canale Youtube britannico “Brief case”, dedicato a vicende di cronaca nera, ha superato in questi giorni le 141mila visualizzazioni. Si sono occupate di Pianetti le riviste “BBC History” e “Vanilla Magazine”.