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30 mar 2022

Paolo Romani indagato per corruzione. Senatore ed ex ministro con Berlusconi sotto accusa

Nell'ambito dello stralcio di un'inchiesta risalente ad alcuni anni fa e relativa al fallimento, nel 2017, della società Maxwork

30 mar 2022
Paolo Romani nell'aula del Senato durante la prima seduta della XVIII Legislatura, Roma 23 marzo 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Paolo Romani
Paolo Romani nell'aula del Senato durante la prima seduta della XVIII Legislatura, Roma 23 marzo 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Paolo Romani

Una nuova grana giudiziaria per il senatore ed ex ministro durante il governo Berlusconi, Paolo RomaniIl senatore di 'Cambiamo' ed ex Forza Italia Paolo Romani è indagato dalla Procura di Bergamo per corruzione, nell'ambito dello stralcio di una inchiesta risalente ad alcuni anni fa e relativa al fallimento, nel 2017, della società Maxwork, un fatto di cronaca noto anche per via del coinvolgimento dell'ex marito di Valeria Marini, Giovanni Cottone, procacciatore d'affari per la società che era finita sotto la lente dei magistrati di Bergamo.

Oggi nel nuovo filone, disposto dal pm Paolo Mandurino, risulta l'iscrizione nel registro degli indagati del senatore Romani. Non risultano invece perquisizioni a suo carico.

La notizia è stata diffusa dal quotidiano La Repubblica per la quale con il politico "sono indagati per corruzione, e perquisiti stamattina, il fondatore dell'azienda Massimiliano Cavaliere, il commercialista Placido Sapia e l'ex responsabile amministrativa Giuliana Mila Tassari. Ma nell'inchiesta sono indagati anche l'ex europarlamentare di Fratelli d'Italia Stefano Maullu e il fratello Antonio Sandro, entrambi accusati di false comunicazioni al pm".

Secondo l'impianto accusatorio della procura, i tre manager di Maxwork, nel gennaio 2015 avrebbero consegnato 12 mila euro in contanti a Romani, "come corrispettivo di un atto contrario ai doveri del suo ufficio". La somma sarebbe stata "materialmente consegnata in un plico chiuso, ritirato presso gli uffici della Maxwork da Antonio Sandro Maullu, su incarico di Stefano Maullu". Una circostanza che sarebbe "pienamente provata da una intercettazione ambientale" riemersa nel procedimento principale.

Un audio "da cui risulta il ritiro da parte di Maullu Antonio Sandro, su richiesta di Paolo Romani, del plico destinato al medesimo Romani".  I fratelli Maullu però, alla richiesta di fornire informazioni in procura, il 2 marzo scorso, "hanno escluso espressamente di essersi recati negli uffici della Maxwork per ritirare un plico, contenente la somma indirizzata a Romani Paolo, così rendendo false dichiarazioni". "Siamo stupiti di questa indagine, non si capisce quale sia l'atto contrario ai doveri d'ufficio - commenta il legale di Romani, l'avvocato Daniele Giovanni Benedini -. Cercheremo di capire nei prossimi giorni cosa ci viene contestato".

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