I rilievi dei carabinieri dopo l’omicidio dell’ex prof avvenuto lo scorso agosto
I rilievi dei carabinieri dopo l’omicidio dell’ex prof avvenuto lo scorso agosto

Bergamo, 14 febbraio 2020 - Al processo per l’omicidio dell’ex professoressa Gianna Del Gaudio, 63 anni, uccisa nella notte tra il 26 e il 27 agosto nell’abitazione di via Madonna della Neve, a Seriate, ieri è stato il giorno dei carabinieri scientifici del Ris di Parma. Una udienza tecnica dove si è parlato di profili genetici, di Dna e dove è emerso che oltre a quello di Antonio Tizzani, 71 anni, ferroviere in pensione, e unico imputato per l’omicidio della moglie (anche ieri assente in aula) sono stati rilevati ben quattro profili genetici sulla scena del delitto. Uno è compatibile con l’omicidio a Colognola della manager Daniela Roveri, uccisa la sera del 20 dicembre 2016, nell’androne di casa, in via Keplero.

Un giallo archiviato senza alcun colpevole che rientra in gioco. Nella scorsa udienza i medici legali dell’accusa avevano spiegato che l’unico punto in comune tra i due episodi era la stessa modalità, il taglio alla gola. Ma ieri con la deposizione del tenente colonnello Alberto Marino, tra i testimoni chiamati dal pm Laura Cocucci, è tornato di nuovo d’attualità. Il Dna di Tizzani (assistito dall’avvocato Giovanna Agnelli) è stato trovato sul cutter, che secondo l’accusa è l’arma dell’omicidio. Oltre a quello di “Ignoto 1”, rinvenuto sui guanti in lattice nel sacchetto di plastica in cui è stato trovato anche il taglierino, ci sono altre tracce biologiche di cui ha parlato l’ufficiale. Un “Ignoto 2” maschile sulla lama del cutter, un “Ignoto 3” femminile trovato all’interno di un paio di guanti in lattice che erano nella villetta di via Madonna della Neve e infine un “Ignoto 4” maschile sotto le unghie della vittima. E si arriva al delitto di Colognola. I militari del Ris hanno analizzato di nuovo i reperti della Polizia scientifica per valutare l’ipotesi che le due donne fossero state uccise dalla stessa mano. Pur con tutta una serie di criticità, è stato evidenziato un margine di compatibilità tra i profili. Si tratta, appunto, di calcoli statistici, anche perché nel caso di Colognola il Dna non era completo. In passato era già emersa una sovrapponibilità dei due aplotipi (parte del cromosoma Y), tra un profilo repertato sul volto e sotto le unghie della Roveri e quello trovato sui guanti in lattice del delitto di Seriate (Ignoto 1).

Secondo il tenente colonnello Marino, il cui laboratorio ha effettuato l’analisi sui reperti di Colognola in maniera approfondita, si tratta dello stesso profilo genetico. In linea teorica i due Dna potrebbero corrispondere. Al di là delle compatibilità, che saranno oggetto di confronto in aula, la presenza di più profili genetici sulla scena del crimine segna un punto a favore della difesa. Elementi di rilievo, come ha sottolineato il consulente della difesa, il genetista Giorgio Portera: "Sono lieto che entri questa relazione, l’avevamo chiesto all’inizio. Ma occorre fare attenzione alle percentuali. Forti dati scientifici. Caratteristiche del Dna dove si vede bene che sono le stesse, una compatibilità genetica non è cosi casuale. Stanno venendo fuori numerosi elementi che dicono come sono andate le cose". Dopo il tenente colonnello è stata la volta del maresciallo del Ris Dario Cappati, che ha materialmente analizzato il cutter e la scena del crimine confermando i reperti trovati e analizzati e confermando che l’ex professoressa sarebbe stata uccisa mentre era davanti al lavello della cucina. L’aggressore l’avrebbe tenuta e assieme avrebbero fatto una rotazione di 160 gradi prima di cadere a terra, in un lago di sangue. Prossima udienza martedì prossimo.