MARTA MIRCALLA PRANDELLI
Cronaca

Montecampione, fallisce la società proprietaria degli impianti di risalita: stagione sciistica a rischio

La stagione sulle piste nel celebre comprensorio bresciano rischia di non partire nemmeno: si cerca di trovare una soluzione-tampone in tempo per scongiurare gravi perdite

A Montecampione stagione sciistica a rischio

A Montecampione stagione sciistica a rischio

MONTECAMPIONE – Futuro incerto per Montecampione e per la stagione invernale sulle piste. Ieri in Tribunale a Brescia, difatti, è stato dichiarato il fallimento della società Monte Campione Ski Area, proprietaria degli impianti di risalita nelle località a 1200 e 1800 metri, costruite negli anni 70 grazie all’allora geniale idea di alcuni imprenditori, che crearono ex novo case, residence e alberghi edificati vicino al carosello sciistico: uno tra i più belli del Bresciano.

Se qualcuno non prenderà le redini della situazione la località turistica potrebbe andare in grande sofferenza, poiché se l’estate a Montecampione è deliziosa e ricca di attrattive, tra cui la possibilità di fare escursioni e giri in bicicletta, l’inverno senza la possibilità di sciare, che ha attratto qui la maggior parte dei circa 2500 proprietari di seconde case, non ha molto da offrire se non alcuni ottimi ristoranti e la bellezza delle montagne, dove si possono fare passeggiate con le ciaspole o gite in motoslitta.

Il dispositivo dei giudici del Tribunale del lavoro dovrebbe essere pubblicato tra una ventina di giorni e solo allora sarà fatta chiarezza sulla questione, anche se non è escluso che il giudice potrebbe affidare al Comune di Artogne la responsabilità di trovare un gestore temporaneo. Non è dunque andata in porto la proposta di concordato preventivo depositata a maggio.

Era lo scorso giugno quando il Tribunale di Brescia affermò che l’attestatrice indicata dalla "Special Situation", la società che si occupa della liquidazione della Msa, non "garantisce i requisiti di indipendenza".Ieri la sentenza del giudice del lavoro. Resta aperto anche l’interrogativo che riguarda il patto territoriale di sviluppo di Montecampione che, finanziato dalla Regione Lombardia prevede che la Beccherie, il Secondino e il Longarino passino agli enti locali, che non si sono ancora espressi ufficialmente sulla situazione, che ad oggi appare particolarmente complessa.

Intanto i proprietari degli appartamenti lanciano un appello per tramite di uno dei loro rappresentanti, l’ingegnere Enrico De Vita, che dice: "La speranza dei residenti di Monte Campione è che qualcuno si faccia carico di gestire almeno per la stagione invernale imminente gli impianti in modo che le strutture non diventino obsolete dopo due anni di inattività con, pertanto, inevitabili gravi danni all’economia del territorio".