Milan, è sparito ’’Magic Mike’’. Perché non è più il vero Maignan

Con l’Atalanta ha festeggiato le 100 maglie con il Diavolo, ma i miracoli dell’anno scorso sono solo un ricordo

Milan, è sparito ’’Magic Mike’’. Perché non è più il vero Maignan

Milan, è sparito ’’Magic Mike’’. Perché non è più il vero Maignan

Ripartire dalla convincente prestazione offerta domenica a San Siro, superando la delusione per la mancata vittoria contro l’Atalanta: questo deve essere l’obiettivo per un Milan atteso da un marzo puntellato da sfide che saranno decisive per giudicare la stagione rossonera. Venerdì sera arriva il primo ostacolo nell’ostica trasferta all’Olimpico contro la Lazio, il 7 marzo, invece, il Diavolo affronterà a San Siro lo Slavia Praga nell’andata degli ottavi di Europa League, mentre tre giorni più tardi sarà la volta del match interno contro l’Empoli.

Il mese si chiuderà, infine, con tre trasferte consecutive: prima il ritorno contro la formazione ceca, poi l’impegno a Verona ed infine la sfida al Franchi con la Fiorentina: "Le prossime partite sono importanti, diranno tutto della nostra stagione" le parole di Stefano Pioli, chiamato ora a raccogliere quanto seminato in termini di punti in classifica, forte di un Leao ritrovato.

Il portoghese, gol a parte (non segnava in serie A dal 23 settembre scorso), ha regalato una prova sontuosa che ha annichilito gli uomini di Gasperini ed è stato il rossonero che ha tentato il maggior numero di cross (8) e ingaggiato più duelli (16, di cui 11 vinti) prendendosi il titolo di Mvp del match.

Chi, invece, è stato trafitto dall’undicesimo rigore su altrettanti concessi agli avversari del Diavolo è stato Mike Maignan: il portiere non ha potuto festeggiare al meglio la presenza numero 100 con la maglia rossonera certificando il momento non eccelso che sta vivendo da due mesi a questa parte. Il francese sta alternando qualche buona parata a disattenzioni non da lui e la sensazione è che, tra l’annoso caso dei vergognosi insulti razzisti ricevuti a Udine e la scadenza del contratto con il club di Aldo Rossi fra due anni (con le big di mezza Europa che lo corteggiano) abbia perso un po’ di serenità.

Un dubbio che, invece, il tecnico emiliano ha voluto chiarire ribadendo la fiducia verso Magic Mike: "I suoi miracoli non sono finiti".

Fatto sta che anche contro la Dea il numero 16 di casa non ha neutralizzato il penalty dubbio e generoso realizzato da Koopmeiners, non potendo aggiungere un nuovo clean sheet nelle sue statistiche.

Restando in tema di traguardi, anche il connazionale di Maignan, Theo Hernandez ha celebrato un successo personale in occasione della sfida ai bergamaschi: con quella di domenica sera, infatti, sono 200 le presenze in rossonero del terzino in tutte le competizioni. Arrivato nell’estate del 2019, ad oggi Theo è considerato uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, vantando anche la nomina di vice capitano del Milan, e per festeggiare l’evento il difensore ha condiviso una frase sui suoi profili social: "Felice e orgoglioso di aver raggiunto le 200 presenze con il Milan. E il meglio deve ancora venire".

Nel frattempo, il numero 19 si gode dati da campione, essendo il terzo difensore a segnare almeno 20 gol (26 per la precisione) e a fornire almeno 20 assist nei cinque principali campionati europei nelle ultime cinque stagioni. Non stupisce, dunque, che club della caratura del Bayern Monaco possano essere interessati ad aggiudicarsi le prestazioni di Theo Hernandez ma la dirigenza di via Aldo Rossi ha in mente altri piani: la valutazione attuale del vice di Calabria, ad oggi, si aggira intorno ai 100 milioni e l’obiettivo del club è quello di ridiscutere i termini dell’attuale contratto, che vede il francese percepire 4 milioni all’anno fino al 30 giugno 2026, e blindare il suo talento.