Mauro Ferrari guarda lontano:: "Magro è un piccolo Messina" ...in estate però lo voleva tagliare

Il tecnico: "Qui mi hanno dato fiducia come primo allenatore, sono cose che non si dimenticano" .

Mauro Ferrari guarda lontano:: "Magro è un piccolo Messina" ...in estate però lo voleva tagliare

Mauro Ferrari guarda lontano:: "Magro è un piccolo Messina" ...in estate però lo voleva tagliare

"Io lo chiamo il piccolo Messina. E attenzione che prima o poi gliele insegna". E’ il gennaio 2022, e la voce è quella di Mauro Ferrari. Il patron della Pallacanestro Brescia non ha dubbi quando parla di Alessandro Magro, il coach che lui stesso ha messo sulla panchina della squadra biancoazzurra pochi mesi prima, e che domenica ha festeggiato le 51 vittorie con la Germani.

Come Andrea Diana, che all’ombra del Cidneo ha riporto la Serie A. Meno solo di Riccardo Sales, che con la fu Basket Brescia caratterizzò il periodo a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ‘80.

Oggi Alessandro Magro ha in tasca il primo trofeo della storia del club, la Coppa Italia 2023, e un primato in classifica che per molti addetti ai lavori pare destinato a durare. Brescia sarà la terza incomoda nell’eterna sfida Milano-Bologna?

Presto per dirlo, ma gli ingredienti ci sono tutti. E sono tornati d’attualità nel netto successo di sabato a Napoli, 83-104 in casa di una squadra rivelazione e prossima avversaria proprio alle Final Eight di Torino. Quelle della difesa del titolo.

Patron Ferrari dicevamo, l’uomo che ha voluto Alessandro Magro sulla panchina di Brescia nel momento di ridefinizione societaria dopo la fine dell’era Leonessa. Magro, l’ambiente, lo conosceva bene. Assistente per tre stagioni di Diana dal 2016 al 2019, nel mezzo di anni di lunga gavetta. Classe 1982 di Castelfiorentino, figlio di una regione che ha respirato basket a lungo, generando grandi coach come Luca Banchi, oggi alla Virtus Bologna, Simone Pianigiani, condottiero della Siena vincente e della nazionale. Nomi non a caso, perchè dopo Livorno e Reggio Calabria, Magro lavora per otto anni a Siena, vincendo tutto tra i confini nazionali.

E con Banchi sarà brevemente anche a Krasnodar, Russia, prima di camminare finalmente con le proprie gambe dal 2020. Succede in Polonia, al Dabrowa Gornicza, ma dopo 12 sarà ritorno a Brescia. Racconterà: "Tutto ciò parte da lontano, dalla prima chiacchierata in ufficio con Mauro Ferrari al termine di una stagione in Polonia in cui avevo sul tavolo una proposta di conferma. Ma la possibilità di poter tornare in Italia da capo allenatore era a quel punto troppo allettante, soprattutto dopo quel colloquio con il proprietario del club. Proprio al termine della partita con Napoli gli ho scritto un messaggio per ringraziarlo dell’opportunità e della fiducia che mi ha dato".

Sia chiaro, non sono state solo rose e fiori. "Ferrari sa che sono qui" osserva Magro solo pochi mesi fa, al principio di una lunga estate con il dubbio della conferma. Con Brescia è già stato in vetta alla classifica, due anni fa con Amedeo Della Valle mvp. Con Brescia ha ritrovato l’Europa e, come detto, vinto la Coppa Italia (sempre con il bomber di Alba miglior giocatore). Ma la scorsa stagione, con l’esclusione dai playoff, non aveva forse convinto appieno.

Così come i playoff di dodici mesi prima, quando la Sassari di Piero Bucchi aveva banchettato sui resti di una squadra arrivata ’’cotta’’ alla post-season. Tuttavia, alla fine, Ferrari ha ricostruito il club, e rimesso Magro al comando di un settore basket più snello, ma con obiettivi importanti. Il coach dell’anno della stagione 2021-2022 ha risposto presente: Primo posto in classifica, in punti segnati, seconda per valutazione e in quelli subiti. La strada per diventare Ettore Messina è lunga, ma intanto Magro ha eliminato il maestro nella scorsa Coppa Italia per poi ribatterlo nella gara di andata di questa stagione. Intanto, una città intera sogna.

La Coppa Italia sarà un primo banco di prova, ma l’allievo di Pianigiani e Banchi ha dimostrato di potercela fare. Manca solo l’ultimo passo.