Incendio in ospedale a Bergamo
Incendio in ospedale a Bergamo

Bergamo, 20 agosto 2019 - Ieri mattina gli uomini della Scientifica della questura assieme ai vigili del fuoco sono tornati al Papa Giovanni XXIII per effettuare un nuovo sopralluogo nella camera posta sotto sequestro, come tutto il terzo piano della torre 7, dove è scoppiato il rogo e dov’è morta la 19enne E.C. per capire come e da dove si siano sprigionate le fiamme che sono divampate molto velocemente, considerando che a norma una stanza d’ospedale dovrebbe contenere materiale ignifugo. 

L'incendio ha devastato la stanza dove dall’8 agosto era ricoverata la giovane, senza concederle scampo. In quel momento era assicurata al letto tramite appositi lacci, considerato che mezz’ora prima aveva tentato di impiccarsi con la maglietta che indossava. L’ipotesi più accreditata è che il rogo sia stato innescato dalla stessa vittima, tramite probabilmente un accendino, che dopo sette giorni però non è ancora stato trovato. A dire il vero uno era stato trovato, ma nella stanza dov’è consentito ai pazienti fumare. Ma tra chi indaga non è mai stato scartato nemmeno l’episodio accidentale, dovuto a un corto circuito. E forse qualche elemento in più potrebbe arrivare dall’autopsia in programma oggi. Dagli esiti dell’accertamento si potrebbe capire di più sulla causa della morte della 19enne.

E sempre nei giorni scorsi sono stati sentiti almeno una quindicina tra medici e infermieri. Comunque è un’indagine lunga e complessa. Il pm che si occupa del caso, Letizia Ruggeri, ha nominato un consulente, l’ingegnere Paolo Panzeri, che dovrà analizzare tutti i campioni repertati dalla scientifica, a cominciare da quelli del materasso e delle lenzuola che da appalto figurano come forniture di materiale ignifugo. Ma per avere i primi esiti della consulenza tecnica commissionata dal sostituto occorrerà aspettare almeno una sessantina giorni. Con un quadro più chiaro, a quel punto il pm, che a oggi ha aperto il fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, potrebbe prendere altre decisioni. E oggi dovrebbe riunirsi anche la commissione di verifica voluta da Regione Lombardia composta da operatori dell’Agenzia di tutela della salute e dell’Asst Papa Giovanni XXIII