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24 feb 2022

"Gestione sconsiderata del carcere" Alla sbarra il direttore storico

Davanti al gup 16 imputati. La prossima udienza. si terrà il 22 giugno

Tra gli indagati spicca il nome di Antonio Porcino (difeso dall’avvocato Tropea). Per 33 anni è stato direttore del carcere di via Gleno. Ha scelto, come altri quattro imputati, il rito ordinario. Stiamo parlando dell’inchiesta condotta dai pm Emanuele Marchisio e Maria Cristina Rota che ha fatto emergere una "gestione sconsiderata" del carcere. Ieri la vicenda è arrivata davanti al gup Alessia Solombrino: 16 le posizioni su cui dovrà decidere. Devono rispondere a vario titolo di falso, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, induzione indebita e violenza sessuale (nel caso di Porcino).

Prossima udienza, il 22 giugno: si dovrà decidere sulle richieste di rito alternativo. Due hanno chiesto il patteggiamento e otto il rito abbreviato. Due indagati hanno chiesto di essere sentiti. Come il titolare dell’azienda di fornitura di distributori automatici Mario Metalli e la figlia Veronica: per l’accusa avrebbero pagato tangenti a Porcino per oltre 21mila euro al fine di aggiudicarsi e non perdere nel corso degli anni l’appalto sulla fornitura al carcere di Monza e la gestione del bar del carcere di Bergamo. Hanno chiesto di patteggiare le due infermiere Adriana Cattaneo e Maria Ida Gotti, responsabili dell’infermeria del carcere: secondo l’accusa passavano gratuitamente farmaci ad uso ospedaliero al direttore.

F.D.

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