Educatori in strada contro il disagio. Cresce il progetto Giovani Onde. All’opera nei quartieri più “caldi”

Bergamo, l’obiettivo è di coinvolgere i ragazzi tra i 12 e i 18 anni in varie attività prevenendo derive

Educatori in strada contro il disagio. Cresce il progetto Giovani Onde. All’opera nei quartieri più “caldi”

Educatori in strada contro il disagio. Cresce il progetto Giovani Onde. All’opera nei quartieri più “caldi”

Si allarga ai quartieri a sud della città il progetto "Giovani Onde", che dal 2021 a Bergamo porta gli educatori in strada a incontrare gli adolescenti che vivono un disagio. Oltre ai luoghi cosiddetti "caldi", come Porta Nuova, in centro città, e le piscine Italcementi, dove nelle estati passate si sono riscontrati i più grossi problemi di bullismo, atti vandalici e pure qualche rissa, l’intervento è previsto sui quartieri di Celadina, Boccaleone e Clementina. Qui, infatti, fa sapere il Comune di Bergamo, promotore del progetto, vivono "21.885 residenti, il 18% della popolazione del capoluogo orobico, di cui quasi il 21% composto da ragazzi under 18".

E sono proprio i minorenni, tra i 12 e i 18 anni, il target di riferimento di un progetto che Palazzo Frizzoni ha affidato a Consorzio Solco Città Aperta e ai suoi educatori. L’iniziativa prevede non solo l’osservazione dei gruppi giovanili che si spostano dalla periferia al centro della città assumendo comportamenti antisociali, ma anche piccoli concerti, proposte sportive, educazione civica nelle scuole con gli agenti della polizia locale, incontri con l’Informagiovani. Attività che andranno avanti fino a dicembre e che si aggiungono a quelle già sperimentate nelle estati passate con "Giovani Onde", nato nel 2021 dopo i lockdown portati dalla pandemia.

"È stato possibile potenziare il progetto grazie alle risorse del ministero degli Interni – spiega il Comune di Bergamo – . Abbiamo presentato una proposta per i giovani e il disagio all’interno del bando Sicurezza urbana ed è stata finanziata". Ora il raggio d’azione si amplia. I giovani saranno "agganciati" dagli educatori negli abituali luoghi di ritrovo, con attività che li instradino verso l’autonomia socio-lavorativa, con l’Informagiovani almeno due incontri, anche nella sede di Boccaleone) e almeno quattro eventi a carattere musicale, sportivo e artistico. E, ancora, progetti di impegno civico, ad esempio per la cura di spazi pubblici. Con la polizia locale percorsi di rieducazione alla legalità che vadano oltre le sanzioni (anche nelle scuole, almeno quattro incontri). Sarà realizzato un video e potenziati i canali social per la comunicazione del progetto. Michele Andreucci