Dopo il Tour di Antalya: "Punto alle corse a tappe ma devo crescere tanto"

In Turchia il primo successo da professionista per il 21enne valtellinese

Dopo il Tour di Antalya: "Punto alle corse a tappe ma devo crescere tanto"

Dopo il Tour di Antalya: "Punto alle corse a tappe ma devo crescere tanto"

Davide Piganzoli va veloce, molto veloce. E’ uno dei prospetti italiani più interessanti, un ciclista sul quale poter puntare nelle corse a tappe (finalmente). Un giovane che piano piano si sta mettendo in evidenza e che, secondo tanti esperti ed ex campioni, potrebbe essere un uomo importante nelle corse a tappe.

Il valtellinese si è infatti imposto domenica nel Tour di Antalya (Turchia), gara a tappe internazionale del calendario UCI. Piganzoli, che ha difeso a dentri stretti la maglia rossa di leader conquistata il giorno prima nell’arrivo in salita a Tahtali, in classifica generale ha preceduto il trevigiano Alessandro Pinarello e il trentino Edoardo Zambanini.

La storia di Davide, nato a Morbegno (Sondrio) nel 2002, parte da molto lontano quando in un giorno d’estate del 2014 fu letteralmente folgorato dalle due ruote.

Piganzoli, i suoi primi passi nel mondo del ciclismo?

"Mi ricordo benissimo quel giorno a Morbegno dove in piazza c’era la possibilità di cimentarsi in diverse discipline sportive. Eo un bambino, quando sono salito in sella e ho provato a pedalare, mi sono sentito subito a mio agio. Di ritorno dalle vacanze al mare, ho così chiesto ai miei di tornare a pedalare. Ho quindi incominciato col locale Pedale Morbegnese e poi una stagione l’ho anche disputata con il Costamasnaga. Mi ricordo i sacrifici di papà per portarmi diverse volte nel lecchese per le gare".

Poi nel 2021 entra nella Eolo Kometa under 23 col quale gareggia anche nel 2022 prima di approdare al professionismo.

"Da giovane non ho vinto tantissimo e quindi ho scoperto di poter diventare Professionista non da molti anni. Segreti? Mah, innanzitutto il grande lavoro che mi ha permesso di crescere ogni stagione e il fatto di non avere fretta. Ora il duro lavoro fatto sta dando i primi frutti…". Nato e cresciuto in Valtellina, terra in cui le salite di spessore come Mortirolo, Stelvio e Gavia non mancano di certo. Lei però è uno scalatore forte anche a cronometro, non è vero?

"Io mi definirei uno scalatore, ma vado bene a cronometro e quindi sono un ciclista che si comporta bene anche corse a tappe. Il titolo italiano a cronometro del 2021? Beh, sapevo di essere in forma ma è stata una sorpresa anche per me".

Prima del Giro in Turchia ha gareggiato nella Vuelta Valenciana. Come è andata?

"Sono felice del 14° posto nella generale, direi che il debutto stagionale è andato bene, considerando anche il valore degli altri partecipanti".

In squadra ha due maestri del calibro di Alberto Contador e Ivan Basso.

"E’ bellissimo ’’pedalare’’ con loro, mi danno sempre tanti preziosi consigli, cerco di farne tesoro, sono stati due grandissimi campioni".

Tra i prossimi impegni le gare a Gran Canaria, la partecipazione alla prestigiosa Tirreno– Adriatico e alla gara del Teide a Tenerife. I suoi obiettivi?

"Per questo primo anno sicuramente il focus è quello di crescere in ogni aspetto, di migliorare gara dopo gara, di arrivare al top e mettermi in mostra in qualche competizione".

Ci parli ancora di lei. Oltre al ciclismo cosa c’è?

"Ho studiato elettronica, ero molto appassionato: nel tempo libero passeggio nella natura, mi piace guardare film e leggere. Ho fatto ciclocross quando ero più piccolo. La mountain bike la uso d’inverno perché da me fa freddo, è uno svago. E poi mi diverte molto passeggiare in montagna e fare escursioni".

E il primo successo fra i Pro è già arrivato. Il primo (speriamo) di una lunga serie, la Valtellina ritorna, con Piganzoli e Bagioli (specialista delle gare di un giorno), ad avere due ciclisti di livello nazionale e internazionale.