Da Milano a Lecco, portafogli più vuoti

Rispetto all’agosto di un anno fa le famiglie hanno dovuto spendere dai 1.575 ai 1.472 euro in più

Da Milano a Lecco, portafogli più vuoti

Da Milano a Lecco, portafogli più vuoti

MILANO

Sul podio delle città dove la vita costa di più ci sono due lombarde: Milano, seconda, Lodi, terza. A stilare la graduatoria è stata l’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati Istat relativi all’inflazione di agosto. Milano ha fatto registrare una crescita dell’inflazione del 5,8% rispetto all’agosto 2022 e un incremento di spesa pari a 1.575 euro a famiglia. A Lodi la spinta dell’inflazione si è fatta sentire maggiormente (+6,2%) rispetto al capoluogo lombardo, ma la spesa supplementare è stata leggermente inferiore: 1.574 euro annui per una famiglia tipo.

Al quarto posto si trova Varese, che con +5,9% rispetto allo stesso periodo di un anno fa registra una stangata di 1.556 euro. Nella top ten delle città dove il costo della vita è cresciuto di più nell’ultimo mese si trova anche Lecco, settima con un’inflazione del 5,8% e un aumento medio per una famiglia di 1.472 euro. A Como e Brescia - dodicesime a pari merito - le spese sono aumentate quanto a Venezia: il tasso dell’inflazione del 5,2% ha comportato un esborso superiore per i bilanci delle famiglie di 1.371 euro. Stessa percentuale anche a Mantova, diciannovesima con un incremento del costo della vita di 1.320 euro.

L’Unione Consumatori ha definito anche le regioni più costose. In testa alla classifica si trovano Liguria e Lombardia che registrano la stessa impennata del costo della vita, +1.403 euro su base annua, pur avendo un’inflazione molto differente, la Liguria la più alta d’Italia con +6,8% mentre la Lombardia si ferma a +5,4%. Terza l’Umbria, dove per via dell’inflazione al 5,9%, il rincaro annuo è di 1333 euro. Preoccupata anche Federconsumatori. L’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha stimato una stangata autunnale di 2.924,70 euro prendendo in esame le spese per il caro scuola e il caro libri, per le bollette, per le visite mediche, per la Tari e il risaldamento. Rincari che metteranno in ginocchio molte famiglie. "Bisognerebbe intervenire sugli stipendi – sottolinea il presidente di Federconsumari Pavia, Cristiano Maccabruni – perché siamo fermi a 30 anni fa, fanalino di coda in Europa. Noi proponiamo anche di rimodulare l’Iva sui generi di largo consumo in modo da risparmiare oltre 531,57 euro annui a famiglia". Nell’attesa ognuno si aggiusta come può, andando a caccia delle offerte. "Ho notato – aggiunge Maccabruni – che il prezzo scontato è lo stesso del 2021".

M.M.