AMANZIO POSSENTI
Cronaca

Addio a Clara Schirò, la nonna di Treviglio si è spenta a 108 anni

I quattro figli, gli otto nipoti e i nove pronipoti sono stati il suo più grande amore assieme alla passione per il canto, l’uncinetto e la Divina Commedia

Clara Schirò ha visssuto in diverse regioni prima di stabilirsi a casa del figlio a Treviglio dieci anni fa

Clara Schirò ha visssuto in diverse regioni prima di stabilirsi a casa del figlio a Treviglio dieci anni fa

Treviglio (Bergamo), 3 luglio 2024 – È vissuta 108 anni – un primato in terra bergamasca, forse anche a livello lombardo – vivendo in città diverse d’Italia fino a stabilirsi a Treviglio dieci anni fa: mamma di quattro figli (due dei quali deceduti), otto nipoti e nove pronipoti, appassionata di canto, di poesia e di teatro, lucida, attenta, grazie alla tv, alla realtà quotidiana anche della politica fino a poche settimane fa, è spirata a Treviglio nella casa del figlio Baldo Lami e della nuora Maria Luisa. Questa in sintesi l’intensa vita di Clara Tirza Ebenezer Schirò, nata il 12 maggio 1916 in una famiglia numerosa e sposatasi giovanissima, a 18 anni. Dopo le nozze era andata a vivere con il marito Enzo Lami a Livorno, nella casa dei suoceri. Il secondo nome Tirza Ebenezer, esprime in lingua ebraica l’augurio: “desiderio” e “Dio ci ha condotti a questo punto”.

Fra i numerosi passatempi quello per la letteratura e per l'attualità, che seguiva grazie alla tv
Fra i numerosi passatempi quello per la letteratura e per l'attualità, che seguiva grazie alla tv

Una vita spesa per la famiglia

La sua è una storia bellissima di amore per la sua famiglia – i figli, Baldo, Mila, Beniamino e Gemina – e di grande determinazione, con un sorriso permanente, segno di solarità e gioia di vivere, tra curiosità e gusto del sapere. Amava i lavori a maglia e all’uncinetto diventandone un’esperta così da farne dono gradito a figli, nipoti e pronipoti. Poiché il marito, dopo una parentesi come militare impegnato nella guerra d’Africa, era stato assunto all’allora Montecatini, la famiglia aveva spostato la residenza da Livorno a Curon Venosta, in Alto Adige, e infine a Milano (dove ha seguito i nipoti durante i loro studi universitari). Una delle ultime tappe Imperia, con il marito andato nel frattempo in pensione. Alla sua morte, ha vissuto ancora ad Imperia dove abitava la figlia Gemina, venuta anch’ella poi a mancare. A quel punto, nel 2014, è stata accolta nella casa del figlio Baldo a Treviglio, città che ha imparato ad apprezzare e dove ha continuato a rivelare un’attenzione costante, fino a breve tempo prima della morte, all’attualità italiana e non solo. È stata assistita con amore dal figlio e dalla nuora e dal personale della Fondazione Anni Sereni. Amante del canto e del teatro, declamava a memoria poesie e brani della Divina Commedia che aveva imparato a scuola in tempi assai lontani e per la quale aveva coltivato una grande passione.