Caryl Menghetti e l’omicidio del marito: la donna temeva per la vita della figlia di 5 anni

La quarantacinquenne che ha ucciso il marito a coltellate pensava che lui fosse una minaccia per la piccola, ma per i carabinieri erano convinzioni senza alcun fondamento

Caryl Menghetti e il marito Diego Rota
Caryl Menghetti e il marito Diego Rota

Quattro omicidi legati tra di loro dallo stesso comune denominatore: un profondo malessere che spesso si trasforma in disturbo psichico. È successo a Cavernago, Bottanuco, Nembro e Martinengo. Ma quali erano i fantasmi che "disturbavano" la mente di Caryl Menghetti, 45 anni, al punto da spingerla ad afferrare un grosso coltello da cucina e uccidere con numerosi fendenti (pare più di una decina) il marito Diego Rota, 55 anni raggiunto nella camera da letto? Lo scenario dell’omicidio di Martinengo, avvenuto giovedì in tarda serata, erano le 23,30, anche questo in ambito famigliare, come gli altri.

Tra i vari pensieri che la perseguitavano, anche il peggiore, cioè che suo marito potesse far del male alla loro figlioletta di soli 5 anni. Nei suoi pensieri lo vedeva forse come una minaccia. Uno stato di salute minato e per questo i genitori della 45enne avevano deciso di stabilirsi per qualche tempo proprio nella villetta di Martinengo.

In questa tragedia c’è lavoro per gli inquirenti, i carabinieri della Compagnia di Treviglio coordinati dal pm Laura Cocucci, impegnati nelle indagini per ricostruire ogni tassello della vicenda, ma c’è lavoro anche per i medici che dovranno entrare nella mente di Caryl. In carcere a Bergamo con l’accusa di omicidio volontario aggravato la donna (assistita dall’avvocato Fabrizio Bosio) chiede di sua figlia: "Come sta?". È affidata ai nonni materni che se ne prendono cura. Giovedì sera la piccola dormiva nella sua stanzetta e non si sarebbe accorta di nulla di quanto stava accadendo nella camera da letto di mamma e papà.

Diego Rota, falegname di 56 anni, aggredito alle spalle da Caryl. Solo l’autopsia potrà stabilire l’esatto numero di colpi inferti. A detta dei vicini una famiglia senza problemi. Il fratello di Diego, Angelo Rota, li aveva visti sabato scorso e non aveva percepito nulla di strano. Del resto non vi erano state segnalazioni di criticità nella coppia. "Erano così sereni".  Nulla che potesse far pensare al tragico.

Però in Caryl, origini vercellesi, famiglia di giostrai, sottotraccia già tre anni fa si erano manifestati problemi tant’è che era stata sottoposta a un Tso. Ultimamente a incidere sul suo stato emotivo alcune problematiche legate al lavoro. Prima aveva aperto un centro estetico a Romano di Lombardia, poi nel 2022 si era lanciata in un’altra attività aprendo un chiosco "Dolcetto o scherzetto" al Parco Suardi di Bergamo. Attività poi lasciata. Giovedì mattina il marito l’aveva accompagnata in ospedale a Treviglio in preda ad allucinazioni.

Alcune delle quali rivolte proprio al marito verso il quale aveva maturato strane convinzioni (temeva potesse far del male alla bimba) secondo i carabinieri del tutto prive di fondamento. L’uomo, incensurato – spiegano fonti investigative – trattava bene la moglie e nel loro passato non ci sarebbero tracce di maltrattamenti o violenze. La donna era stata dimessa nel primo pomeriggio dal reparto di Psichiatria con una terapia farmacologica e l’indicazione di rivolgersi al medico di base. Poche ore dopo l’omicidio.