Milano,  11 gennaio 2016 -  Operazione congiunta dei carabinieri di Milano, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo lombardo, e della Guardia di Finanza di Crema: confiscati 124 immobili, 2 autovetture e 38 rapporti finanziari.  "Il provvedimento - si legge in una nota del Comando provinciale di Milano - colpisce un patrimonio immobiliare realizzato mediante ripetute condotte illegali, in particolare evasione fiscale, emissione di fatture per operazioni inesistenti e favoreggiamento all'immigrazione clandestina". Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonterebbe a circa 5 milioni di euro. 

I beni confiscati appartengono a Rocco e Domenico Cristodaro, commercialisti della provincia di Cremona, per aver messo a disposizione la loro attività, che si sarebbe svolta tra l'altro attraverso false fatturazioni e la creazione di società fittizie, anche a Cinzia Mangano, la figlia dell'ex stalliere di Arcore. Lo si legge nel provvedimento di confisca, che ha accolto la richiesta della Dda milanese coordinata da Ilda Boccassini, ritenendo i due commercialisti "socialmente pericolosi". La proposta di confisca dei pm "é in tutta evidenza strettamente collegata alla contestazione mossa a Giuseppe Porto, Alberto Chillà, Cinzia Mangano e altri imputati, nell'ambito del procedimento (...) che è stato definito con sentenza del 13/08/2014., la quale ha ampiamente riconosciuto l'esistenza di un'associazione per delinquere (...), ma ha tuttavia negato il carattere mafioso". 

Non è però stata confiscata l'attività, di una 'fazenda' con parecchi animali che si trova in provincia di Cremona. La fazenda ora è stata affittata per 500 euro al mese a Rocco, il quale peraltro, è destinatario anche della misura dell'obbligo di dimora per tre anni e 6 mesi - deve rimanere a casa dalle 21 alle 7 di mattina - a Palazzo Pignano, paese in provincia di Cremona, dove risiede. Da quanto si è saputo, il commercialista, però, ha chiesto al Tribunale la revoca, già respinta, dell'obbligo di dimora per andare a dare da mangiare agli animali, e in particolare a un cammello, allevati nella fattoria a pochi passi da casa sua. Tutti i beni confiscati sono già stati messi a reddito e lo Stato sta già incassando i canoni di locazione.